Modena. «Ho rubato biscotti per salvare mia figlia»

23/01/2007

    martedì 23 gennaio 2007

      Pagine Modena

      Badante rinchiusa al Cpt:
      «Ho rubato biscotti per salvare mia figlia»

        «Sono partita dalla Moldavia nel settembre scorso, dopo aver pagato 4mila euro per venire in Italia a lavorare. L’ho fatto perché mio marito mi ha abbandonata, ed ho una bambina di 8 anni che si è gravemente ustionata. I soldi mi servono per pagare una serie di interventi al viso ed ad un braccio». Chi ha raccontato ieri queste agghiaccianti vicende personali è reclusa al Cpt di Modena: si chiama Andrea, ed è una badante clandestina di 25 anni. A Carpi, una settimana fa, è stata sorpresa a rubare alimentari in un supermercato.

        A raccogliere la testimonianza della giovane donna sono stati ieri i rappresentanti della Filcams Cgil, che già nei giorni scorsi avevano fatto appello per la sua liberazione al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La moldava ha raccontato, e la sua storia si fa così ancor più alienante, di aver «camminato per due settimane, di notte e attraverso i campi, per arrivare in Italia. A Padova mi hanno detto di prendere il treno per Modena, dove sarei dovuta andare al parco per trovare lavoro». Alla donna è stato proposto di assistere un anziano di Carpi per sostituire temporaneamente un’altra badante. «Ho guadagnato 800 euro al mese, lavorando 24 ore al giorno — dice la donna —. Ho mandato quasi tutti i soldi in Moldavia per pagare il prestito di 4mila euro e per il mantenimento della mia bambina. Tornata l’altra assistente, mi sono trovata senza lavoro. Spinta dalla fame, sono entrata in un supermercato, rubando un pacchetto di biscotti ed un salame. Non voglio tornare in Moldavia: ho tanto bisogno di lavorare per pagare l’intervento di mia figlia».

        Ieri il capogruppo di Rifondazione Comunista alla commissione affari costituzionali del Senato, Claudio Grassi, ha fatto visita, insieme alla parlamentare Donatella Mungo e ad una delegazione del Prc, proprio al Centro di Permanenza Temporanea di Modena (nella foto). «È una situazione critica — ha affermato Grassi — sia per quanto riguarda la struttura, sia per le condizioni dei migranti rinchiusi. Come a Bologna, anche il Cpt di Modena è una gabbia inadatta per degli esseri umani. Ho incontrato persone — ha proseguito Grassi — che non hanno commesso alcun reato; molti sono lavoratori supersfruttati. Le storie di ciascuno di loro ci impongono di continuare con tutte le nostre forze la battaglia per la chiusura di questi centri».