Modena. Dimissioni in bianco, difendetevi così

21/05/2003
         




         
        MODENA
        mercoledì 21 maggio 2003, S. Vittorio
           
        Il sindacato Cgil cita casi recenti di lavoratori licenziati grazie a una dichiarazione senza data firmata in anticipo
        Dimissioni in bianco, difendetevi così

        Alcuni consigli per neutralizzare le lettere fatte firmare in anticipo

        Sempre più spesso viene richiesta a lavoratrici e lavoratori, al momento dell’assunzione o prima del termine del periodo di prova, di sottoscrivere una lettera di dimissioni in bianco, oppure una dichiarazione che libera l’azienda da ogni responsabilità, su qualunque materia.
        Una pratica illecita, per combattere la quale la Cgil ha studiato una specie di «antidoto».
        Quella della lettera di dimissioni in bianco – spiega il sindacato – è una pratica che colpisce soprattutto le donne, ed è volta a disincentivare maternità e matrimonio «ma soprattutto mira a mantenere in uno stato di tensione continua chi è stato costretto a quell’atto. I settori del commercio, del turismo e dei servizi in genere sono particolarmente coinvolti dal problema. Recentemente – racconta la Cgil – una lavoratrice che aveva comunicato la propria intenzione di utilizzare il periodo di astensione facoltativa per maternità si è vista sventolare sotto il naso la lettera di dimissioni sottoscritta a suo tempo, ed ha rinunciato al proprio diritto. Un ragazzo che lavorava come apprendista cassiere in un supermercato di Modena, a seguito di un piccolo ammanco nelle operazioni di cassa si è visto ‘dimettere’ dall’azienda, che ha utilizzato la lettera di dimissioni in bianco sottoscritta l’ultimo giorno di prova».
        Come reagire? Certo non è realistico pensare che, in costanza di rapporto, il lavoratore possa denunciare l’accaduto.
        La Filcams-Cgil ha elaborato nel tempo una sorta di «antidoto» che cerca di evitare i rischi sopra segnalati.
        Ecco nella pratica le azioni da svolgere, Prima di tutto subito dopo aver firmato la lettera di dimissioni in bianco, il lavoratore si deve rivolgere alla Filcams Cgil. In quella sede si costruirà una lettera, dove verranno citati attentamente tutti i passaggi della vicenda, e dove si allegherà, se possibile, unan copia della lettera in bianco firmata. In assenza di questa dovrà essere descritto, il più fedelmente possibile, il documento firmato.
        Il lavoratore dichiarerà nella lettera che qualora ritenesse di presentare le proprie dimissioni lo farà esclusivamente con un modulo consegnatogli dalla Filcams Cgil, e vistato da un funzionario del sindacato.
        A questo punto il lavoratore riceverà due copie di una lettera di dimissioni: una la inserirà nella lettera, l’altra la conserverà presso di sé.
        La lettera così composta dovrà essere indirizzata alla Filcams, che la conserverà chiusa fino a che il lavoratore non ne richiederà la restituzione.
        La lettera potrà essere esibita nelle sedi opportune, ancora intatta, al fine di dimostrare l’illecito commesso dal datore di lavoro che ha utilizzato la lettera di dimissioni in bianco.