Mobilità solo dopo tutte le verifiche

20/05/2003




              Martedí 20 Maggio 2003
              NORME E TRIBUTI
              Lavoro


              Mobilità solo dopo tutte le verifiche


              La comparazione dei lavoratori da mettere in mobilità può essere effettuata solo con riguardo ai dipendenti addetti al settore o al ramo d’azienda interessato alla chiusura o alla ristrutturazione, e non a quelli addetti all’intero complesso organizzativo e produttivo.
              La Cassazione – sentenza 10 maggio 2003, n. 7169 – ha però chiarito che ciò è possibile solo quando si accerta che la riorganizzazione riguarda effettivamente in via esclusiva il settore o il ramo d’azienda ed esaurisce in tale ambito i suoi effetti.
              Il caso esaminato dalla Corte riguardava un progetto di ristrutturazione nel solo settore agricolo di un’impresa con attività anche nel comparto sanitario. Settori considerati rami d’azienda.
              Il primo principio appartiene a un orientamento consolidato della Suprema corte, mentre secondo la giurisprudenza di merito, ad esempio quella milanese, la comparazione dei lavoratori deve avvenire tra tutti i dipendenti della compagine societaria che rivestono analoghe professionalità. Quindi, non solo tra i lavoratori del reparto o del settore che deve essere eventualmente soppresso. In particolare, la Cassazione ha respinto la sentenza del giudice di secondo grado, che aveva omesso di accertare la possibilità di reimpiego, in altri settori aziendali, dei lavoratori collocati in mobilità.
              La Suprema corte afferma inoltre il principio secondo il quale è comunque necessario verificare la possibilità di reimpiego dei lavoratori nel settore o nel ramo mantenuto in attività. In sostanza, il magistrato deve verificare preventivamente anche la possibilità di un’eventuale assegnazione a mansioni inferiori, quale unica alternativa al licenziamento.
              La Cassazione, pertanto, modifica il suo orientamento espresso sin dal 1989, avvicinandosi, in questa occasione, alle pronunce che si sono affermate nei tribunali di merito. In considerazione dell’acceso dibattito, sia dottrinale che giurisprudenziale tuttora in corso, sarà dunque importante seguire le inevitabili pronunce giurisprudenziali su questo aspetto.

              GABRIELE FAVA