Mobilità lunga: la maggioranza ci sta pensando

06/12/2005
    martedì 6 dicembre 2005

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    EMENDAMENTO ALLO STUDIO

      Mobilità lunga
      La maggioranza ci sta pensando

        Marina Cassi

          TORINO
          Il sottosegretario al Welfare, Roberto Rosso, è d’accordo che nel maxi emendamento del governo alla Finanziaria – ora in discussione – sia prevista la mobilità lunga in accompagnamento alla pensione per i lavoratori di alcuni settori, tra cui gli impiegati della Fiat. Ancora ieri da Torino è arrivata la sollecitazione dell’associazione Quadri e capi Fiat al governo affinché adotti il provvedimento. Il presidente Lorenzo Barolo ricorda che tra i lavoratori Fiat attualmente in cassa almeno il 30% sono «professional», cioè quadri e capi. Aggiunge: «E’ ovvio che preferiremmo il rientro per tutti; però ora è necessario uscire da questo clima di incertezza e chiudere con la cassa».

            Il provvedimento per essere efficace dovrebbe prevedere che i lavoratori in mobilità vadano in pensione con i requisiti previsti dall’attuale legge – 57 anni di età e 35 anni di contribuzione – e non con quelli che entreranno in funzione nel 2008. In quel caso gli anni di mobilità lieviterebbero con un onere pesantissimo per le aziende che pagano il costo della mobilità per gli anni eccedenti quella ordinaria.

              Già il 24 novembre – dopo un incontro con l’azienda – le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic avevano convenuto che il superamento dell’utilizzo della cassa ordinaria a zero ore per i lavoratori degli Enti Centrali e delle strutture si sarebbe potuto ottenere anche «attraverso l’utilizzo di uno strumento di accompagnamento alla pensione come la mobilità lunga e il rientro in produzione per tutti coloro che non hanno maturato i requisiti».

                Il sottosegretario Rosso spiega: «La Confindustria ha richiesto per 6 mila quadri e impiegati la mobilità lunga: 1.500 sono della Fiat, 2 mila dell’indotto, 3 mila dell’informatica, 500 del tessile. Si tratta di imprese robuste che possono garantire di sostenere i costi della mobilità da corrispondere ai lavoratori». Ritiene che il congelamento delle attuali condizioni per la pensione completi l’eventuale provvedimento: «Il governo in questi anni ha fatto molti sforzi per fronteggiare situazioni di crisi. Adesso alcune aziende, che 2-3 anni fa sembravano in una difficoltà drammatica, come lòa Fiat hanno fatto uno sforzo eccezionale per uscirne. Si tratterebbe, seppur con oneri per l’Inps, di contrubire alla chiusura di un ciclo di difficoltà».