«Mobbing contro i tesserati Cgil»

23/01/2004


VENERDÌ 23 GENNAIO 2004 CRONACA

 
 
Pagina 11 – Cronaca
 
 
«Mobbing contro i tesserati Cgil»
Il sindacato accusa due istituti di vigilanza e minaccia azioni legali


 Nemmeno la condanna inflitta dal giudice fungerebbe da deterrente, anzi. Ieri la Cgil ha segnalato una serie di episodi, nell’ambito degli istituti di vigilanza, in cui alcuni dipendenti sarebbero stati penalizzati in vario modo sul luogo di lavoro immediatamente dopo la loro scelta di iscriversi al sindacato. Una battaglia è già stata vinta.
 Partiamo del caso di una dipendente delle Guardie giurate, Giovanna Digitalino, balzata all’attenzione della cronaca nell’autunno scorso per essere stata penalizzata dall’azienda con l’imposizione di cambiamenti di orari e di posti di lavoro dopo essersi iscritta alla Cgil ed essere diventata delegata. Ne scaturì una vertenza che si è conclusa con la condanna dell’azienda da parte del giudice per comportamento antisindacale. Ma la vicenda, ha dichiarato ieri il sindacato in conferenza stampa, non sarebbe finita qui. Nonostante l’episodio, altri due lavoratori della stessa azienda sarebbero stati penalizzati con lo stesso metodo: alla tessera sarebbero seguiti cambiamenti dequalificanti di mansione e spostamenti della sede di lavoro.
 Ma il problema riguarderebbe anche l’Ivri, dove un delegato, Fabio Starace e altri iscritti alla Cgil, sarebbero stati «puniti» nello stesso modo. Oltretutto, a detta di Fulvio Camellini della Filcams, l’Ivri non starebbe applicando i contratti provinciali, che erano stati firmati e si starebbero rifiutando di sottoscrivere il nuovo, che sarebbe già stato approvato dagli altri istituti di vigilanza.
 Forti della condanna inflitta alle Guardie giurate per il trattamento riservato a Digitalino – pagamento di una sanzione di tremila euro, il ripristino delle precedenti condizioni di lavoro e l’affissione in bacheca dell’ordinanza per 15 giorni – la Cgil chiede che si acceleri l’osservanza della sentenza da parte dell’istituto e che si eviti il ripetersi di altri episodi. «E’ necessario che le aziende siano rispettose della libertà di associazione sindacale. E se queste situazioni si ripeteranno – annuncia la segretaria Filmcams Teresa Debbi riferendosi in particolare al caso di Starace – non escluderemo di intentare cause per mobbing».

(a.c.)