Miroglio fa rotta sui negozi

05/02/2002





Il gruppo di Alba aprir� entro fine anno altre 120 boutique monomarca salendo a quota 500Miroglio fa rotta sui negozi
Fatturato a 824 milioni € nel 2001 (+7,2%): per la prima volta la confezione supera il tessile Paola Bottelli
(DAL NOSTRO INVIATO)

ALBA – Miroglio archivia il 2001 con ricavi in crescita del 7,2% a 824 milioni di euro, con una previsione di ulteriore incremento dell’8% per quest’anno. E per la prima volta nella storia del gruppo di Alba � l’abbigliamento donna raggruppato sotto l’"ombrello" della Vestebene a far la parte del leone, anche se per una manciata di euro: la divisione confezioni, infatti, ha chiuso l’anno con un incremento del fatturato del 13,6% a 425 milioni di euro, rispetto ai 421 milioni totalizzati dalla divisione tessuti e da quella filati (+3,7%). Sempre nel 2001 l’utile netto del gruppo ha registrato una lieve riduzione a 63 milioni di euro (-1,5%), con un’incidenza delle imposte salita a 17 milioni di euro (rispetto ai precedenti 8 milioni), mentre nel budget 2002 viene stimato un aumento dei profitti netti del 5-6 per cento. Ancora, nel 2001 il cash-flow (utile pi� ammortamenti) � aumentato del 6,7% a 127 milioni di euro. Nella sede albese della Vestebene Franco Miroglio, patron dell’azienda di famiglia, 78 anni appena compiuti ma sempre in sella come "apripista" di famiglia nei mercati emergenti, parla di �andamento controcorrente rispetto al settore: nel tessile stiamo toccando con mano i primi effetti degli investimenti produttivi e distributivi in Bulgaria, tanto che, dopo avere messo a regime lo stabilimento dedicato alla torcitura, stiamo progettando un impianto di testurizzazione sempre nel distretto di Sliven, che potrebbe essere avviato all’inizio del 2003. La delocalizzazione industriale funzionasia nel tessile sia nella confezione: non � difficile, non ci vogliono molti addetti, gli investimenti sono limitati ai macchinari e l’attivit� diventa redditiva in un paio d’anni�. Nel 2001 in Bulgaria � stata raddoppiata la produzione sia nel segmento lana sia nella stamperia. �Erano cifre ancora basse – precisa l’anziano ma sempre arzillo imprenditore – ma il fatto positivo � che per quest’anno spingeremo sull’acceleratore per realizzare almeno il 50% in pi�, se non addirittura il 70%�. A far sorridere la famiglia albese � soprattutto la confezione che sta viaggiando a ritmi accelerati, anche grazie ai negozi che nel futuro aumenteranno ancora di numero. �I negozi – aggiunge l’amministratore delegato Edoardo Miroglio – rappresentano una vera e propria catena di crescita. E proprio sulla distribuzione sar� concentrata gran parte dei 95 milioni di euro di investimenti pianificati per quest’anno, in linea con la cifra del 2001�. Pi� in dettaglio, oggi i punti vendita sono 400, di cui circa la met� controllati direttamente dal gruppo piemontese. E per quest’anno ne saranno aperti altri 100-120, mantenendo la propriet� del 50% circa. Lo sviluppo sar� concentrato sui marchi Motivi (+26% a 68 milioni di euro nel 2001), Mir� ed Elena Mir� (in totale, +38,4% a 86 milioni di euro) e Oltre (balzata da 4 a 12,4 milioni di euro nell’ultimo anno). Per tutti i marchi � prevista un’espansione anche all’estero: in particolare Elena Mir� �� una formula di grande successo – precisano ad Alba – perch� occupa la nicchia delle taglie conformate in modo innovativo, tanto che vanta un forte indice di fidelizzazione presso le consumatrici. Ora puntiamo alla crescita in Germania e a Londra�. Invece per Caract�re (42 milioni di euro, in aumento del 19,5%) �siamo ancora alla ricerca della radice – ammette Edoardo Miroglio – per capire se il brand � in grado di reggere il monomarca: dopo Milano, i test di Torino e Trieste hanno avuto un riscontro di medio livello. Comunque quest’anno apriremo a Brescia e in un’altra citt� italiana, oltre a un franchising a Mosca�. A proposito di estero, per la Miroglio la nuova frontiera � naturalmente rappresentata dalla Cina. �I cinesi – conclude Franco Miroglio – avranno presto in mano il 40% del commercio mondiale di tessile-abbigliamento. Dunque la prima cosa da fare � strutturare in grande stile l’importazione: oggi nella Repubblica popolare compriamo ogni anno 4 milioni di metri di tessuto in poliestere e in viscosa, oltre a un milione e mezzo di capi fra maglieria e abbigliamento. Il secondo passo � la creazione di joint venture con partner locali in maggioranza: andr� a caccia di stabilimenti e negozi il prossimo aprile�. Come sempre, nel ruolo di battistrada.

Marted� 05 Febbraio 2002