Mirafiori, crolla la Triplice

19/06/2006
    sabato 17 giugno 2006

    Pagina 18 – Economia

    LA PROVA DEL VOTO DAL RINNOVO DEI DELEGATI ARRIVA UN SEGNALE: FINITA LA FASE PI� DIFFICILE DELLA CRISI, FIM, FIOM E UILM PERDONO CONSENSI A FAVORE DI ORGANIZZAZIONI PI� MODERATE

    Reazioni

    Il vincitore
    Di Maulo (Fismic):
    �I sindacati tradizionali non possono pi� arrogarsi il monopolio�
    Lo sconfitto
    Airaudo (Fiom):
    �Scampato il pericolo il nostro appeal
    sta venendo meno�
    Il sociologo
    Manghi: �I confini
    si sono fatti mobili e il consenso � meno legato alle ideologie�
    L’economista
    Gallino: �Le elezioni
    delle Rsu non possono essere confuse
    con le politiche�

      Mirafiori, crolla la Triplice

      Alle carrozzerie Fiat avanzano Fismic, Ugl e Cobas

        il caso
        MARINA CASSI

          TORINO
          Che rebus � sempre Mirafiori. Questa volta, quatti quatti, i 4600 votanti, sui 5300 addetti superstiti, l’hanno fatta grossa: a tre settimane dalla trionfale inaugurazione della nuova linea della Grande Punto e del Mirafiori motor village, alle Carrozzerie hanno votato per eleggere 45 delegati sui 117 totali dello stabilimento e mazzolato i tre sindacati confederali. La partita non � finita perch� devono votare ancora Presse e Meccaniche, per� il segnale � uno di quelli che lasciano il segno.

            Fim, Fiom e Uilm messe insieme rimagono massicciamente maggioritarie con oltre il 64% dei voti. Per� si sono perse per strada quasi l’11% rispetto al 2003, annata orribile, quando si ipotizzava la chiusura di Mirafiori un giorno s� e l’altro pure e quando impazzava lo scontro fratricida tra i tre sindacati al punto che la Fiom aveva chiesto l’anticipo del voto e correva in splendida solitudine.

              I voti se li � inglobati la Fismic, quel sindacato autonomo – non pi� �giallo� da decenni – che si attesta al 19,9% e che recupera il 6% rispetto a tre anni fa. Allora, con un colpo di magia e di bravura, alla vigilia del voto, la Fim gli aveva soffiato delegati e dirigenti. Da quel volpone sindacale che �, il segretario Fismic, Roberto Di Maulo, se la era legato al dito e intessuto per un triennio reti che hanno portato alla sua organizzazione il leader della Carrozzerie della Uilm con un bel gruppo di iscritti.

                Non che le differenze di linea sindacale tra i tre e la Fismic – che elegge il pi� votato del sito, Felice Abatangelo con 105 preferenze – siano rilevantissime; erano insieme nella vertenza per salvare Mirafiori, insieme nella vertenza per il primo contratto integrativo da undici anni. Per� differenze ci sono magari pi� nella pratica quotidiana, su cose piccole o meno, come gli straordinari e la flessibilit�.

                  Bene � andata anche la Ugl con il 9,8% e un pi� 3. Ormai da anni non sono pi� �i fascisti�, ma una moderna destra sociale le cui bandiere stanno serenamente nei cortei confederali senza che alcuno batta ciglio.

                    Infine i Cobas al 5,5 dal 3,7; hanno esaurito la carica di antagonismo di 15 anni fa, ma raccolgono, probabilmente, chi alla sinistra della Fiom non ha apprezzato l’esito del contratto nazionale dei meccanici e una linea dialogante con la nuova leadership Fiat.

                      Tra i tre confederali la Fim � quella che ha retto meglio: rimane prima nel complesso delle Carrozzerie con il 27%, aveva il 30; � sempre prima tra gli impiegati. La Fiom ha il 23,6, si era assicurata il 28,1 tre anni fa; perde il 5% pur avendo �sfondato� tra gli impiegati e eletto per la prima volta nella sua storia una delegata tra i capi Ute; la Uilm sconta, passando dal 17,2 al 14,3, un tormentato ricambio di gruppo dirigente.

                        Finito di contare i voti alle quattro del mattino, si � iniziata l’analisi. Ci sono i felici come di Maulo, i perplessi ma soddisfatti come il segretario Fim torinese Antonio Marchina; ci sono quelli decisamente sconcertati come i segretari Fiom di Torino, Airaudo, e nazionale Rinaldini che parlano di �voto non soddisfacente�. Airaudo sostiene che �scampato il pericolo, l’appeal confederale sembra venire meno�. Poi c’� Cremaschi che se la prende con la concertazione.

                          E poi ci sono gli intellettuali che da decenni studiano i comportamenti degli operai. Per Bruno Manghi �i confini tra Fim, Fiom, Uilm e Fismic sono mobili� e il voto per le Rsu � �legatissimo alle persone candidate pi� che alla ideologia�.

                            Spiega: �Magari la Ugl ha azzeccato dei candidati e il gioco � fatto; sono elezioni nel quale il singolo conta per il 60-70% e la sigla per il resto. La classe operaia, tolti i momenti di rinnovamento collettivo o di dramma collettivo, � ragionevole�.

                              Si interroga Luciano Gallino: �Undici punti non sono pochi. Sono perplesso perch� mi sembra che i sindacati abbiano chiesto tutti insieme un futuro per Mirafiori, la fine della cassa, nuovi modelli; per di pi� si tratta di richieste coronate dal successo. La Fismic poi non � cos� diversa dai tre confederali�. Conclude in sintonia con Manghi: �Forse il nodo � nelle relazioni che si stabiliscono tra i lavoratori e il singolo candidato. In ogni caso le elezioni per le Rsu non possono essere confuse con le politiche�.