Mirafiori a un passo dall´accordo

23/12/2010


Oggi possibile firma separata senza Fiom. Fiat disposta a qualche modifica
TORINO – Il giorno della verità è arrivato. Oggi alle 11 Fiat e sindacati si incontreranno all´Unione industriale di Torino per cercare di concludere la trattativa su Mirafiori. Fim, Uilm, Fismic e Ugl, i firmatari dell´accordo separato di Pomigliano, hanno già fatto capire che potrebbero firmare l´intesa: «Se le nostre osservazioni su contratto, assenteismo e orari di lavoro saranno recepite dalla Fiat, siamo pronti a chiudere», sintetizza Bruno Vitali della Fim nazionale.
Secondo le ultime indiscrezioni, la Fiat potrebbe portare al tavolo di questa mattina alcune modifiche rispetto al testo presentato il 3 dicembre, prima della rottura della trattativa. Sul fatto che la newco di Mirafiori, frutto di una joint venture tra Fiat e Chrysler, abbia un contratto legato a Confindustria, gli uomini del Lingotto risponderebbero di no aggiungendo però una dichiarazione generica di disponibilità a rientrare nel contratto dei metalmeccanici quando se ne presenterà l´occasione. Sull´assenteismo la Fiat sarebbe disposta a istituire un periodo sperimentale di sei mesi in cui non verrebbe pagato il primo giorno di malattia ma verrebbe pagato il secondo anche in presenza di tassi di assenteismo superiori alla media fisiologica. Infine sugli orari la Fiat sarebbe disposta a mantenere la mensa a metà turno (e non a spostarla alla fine come propone oggi) anche se confermerebbe il taglio di 10 minuti di pausa sui 40 attualmente goduti dai lavoratori.
Spostamenti che molto difficilmente corrispondono a quella «trattativa vera» che ha in testa il numero uno della Fiom, Maurizio Landini. E´ dunque molto probabile che oggi, se si arriverà alla conclusione del negoziato, la newco nascerà con un nuovo accordo separato, senza la firma della Fiom. La vicenda di Mirafiori ha finito per incrinare seriamente anche i rapporti tra il Lingotto e Confindustria. Tanto che ieri sera a Torino si sono lette con notevole stupore le notizie su una mediazione di Emma Marcegaglia tra Fiat e sindacati. Uno stupore che non ha certo giovato alla ripresa di dialogo tra Marchionne e viale dell´Astronomia dopo le dichiarazioni americane dell´ad sul fatto che la permanenza di Fiat in Confindustria sarebbe «un dettaglio».
Tutto fa pensare dunque che si arriverà a questa sera con l´accordo separato su Mirafiori e l´avvio della campagna elettorale per il referendum in fabbrica (a gennaio) sul testo dell´intesa. «Per fare l´investimento mi sarà sufficiente ottenere il 51 per cento dei consensi», aveva dichiarato Marchionne l´altro ieri. Sarà una campagna elettorale sul filo del voto? «Questo non lo so – risponde per la Fiom Giorgio Airaudo – constato che rispetto a Pomigliano, quando voleva un plebiscito, questa volta Marchionne si accontenterebbe di avere dalla sua metà della fabbrica. Noi comunque continuiamo a sperare che la Fiat presenti proposte accettabili anche per la Fiom. Certo non si può dire: "Se perdo il referendum rinuncio all´investimento". E´ come dire: "Se perdo la partita mi porto via la palla"».