Minzolini, «superato il limite» Solo Masi continua a difenderlo

09/09/2010

Augusto Minzolini nella bufera. L’ultimo editoriale del “direttorissimo” del Tg1, con cui martedì sera ha invocato le urne e detto basta al «logoramento» del centrodestra, è stato duramente criticato ieri dal presidente della Rai Paolo Garimberti. Che ha scritto al direttore generale Rai Mauro Masi per chiedergli un intervento «diretto e immediato». «Ci sono dei limiti che l’informazione del servizio pubblico non può valicare e che purtroppo sono stati valicati», scrive Garimberti. «Ci sono stati giudizi inopportuni e invasivi delle competenze e responsabilità di soggetti politici e istituzionali, giudizi che impegnano il servizio pubblico e che non competono all’informazione della Rai». Il presidente Rai contesta «l’esasperato protagonismo individuale» e chiede a Masi «una correzione tempestiva». Nella lettera Garimberti ricorda a Masi di aver più volte «manifestato preoccupazione per la mancanza di pluralismo del Tg1», ricorda che «tutti quelli» che lavorano nel servizio pubblico «debbono astenersi dall’esporre l’azienda a interventi anche di tipo sanzionatorio da parte degli organi di controllo» e annuncia che nella prossima riunione del cda, il 15 settembre, si discuterà del pluralismo dell’informazione nel servizio pubblico.
MASI DIFENDE MINZOLINI
La replica di Masi arriva via lettera dopo alcune ore. E va nella direzione opposta alle richieste del presidente. «Non condivido la tua preoccupazione di una mancanza di pluralismo da parte del Tg1. Né ho rinvenuto sinora elementi tecnico-fattuali che la dimostrino». Decisamente tortuosa la difesa di Minzolini da parte di Masi. «Vero è che alcune iniziative del direttore possano prestare il fianco a qualche “misinterpretazione”, credo anche al di là della sua effettiva volontà», scrive il dg Rai, aggiungendo che le esternazioni del direttore delTg1 «sono quasi sempre criticate apoditticamente da alcuni ambienti, sempre gli stessi». Ricapitoliamo: Minzolini gestisce il Tg1 come fosse il Giornale di Feltri, tira la giacca al Capo dello Stato sul voto anticipato e il dg Rai parla di «misinterpretazioni al di là della sua effettiva volontà»? Così è. Minzolini, dal canto suo, rivendica il diritto all’esternazione, chiamando in causa l’articolo 21 della Costituzione e si difende: «Sono sempre stato rispettoso delle prerogative degli organi istituzionali, a cominciare da quelle del Capo dello Stato». Ma anche Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai, concorda con Garimberti: «L’editoriale di Minzolini? È fuori e lontano dal ruolo assegnato al Tg1 nell’ambito del servizio pubblico e dei suoi doveri, una sorta di invasione di campo nelle istituzioni.
IL REBUS ROSITANI
A difesa di “Minzo” (soprannome amichevole con cui anche il premier chiama il giornalista), si schierano come un sol uomo i pasdaran del Pdl, da Gasparri e Capezzone, con il primo che parla addirittura di «minacce alla libertà del giornalismo» da parte di Garimberti, subito critica- to da Matteo Orfini Pd: «Gasparri è senza vergogna». Solidali con “Minzo” i colleghi del cda Rai Antonio Verro (Pdl) e Bianchi Clerici (Lega), mentre Nino Rizzo Nervo (Pd) si schiera con Garimberti: «Sottoscrivo anche le virgole della sua lettera». Anche l’Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, si schiera col presidente e annuncia di voler «sfiduciare» Masi. Contro Minzolini la finiana Flavia Perina, che invoca una discussione in cda Rai e in Vigilanza. E il fuoco di fila dei finiani contro i l “direttorissimo” del Tg1 (già prima dell’editoriale incriminato Farefuturo scriveva a Babbo Natale chiedendogli di «levarlo dal Tg1»), potrebbe presto trasferirsi in cda Rai, visto che il consigliere Guglielmo Rositani, in quota Pdl ma indicato da Fini, potrebbe diventare l’ago della bilancia e addirittura modificare la maggioranza in consiglio se dovesse votare con Garimberti e i tre delle opposizioni. Considerato un finiano moderato, Rositani finora non ha mostrato prese di distanze dai colleghi del centrodestra. Masi trova ora sotto il fuoco incrociato del premier che sta cercando di arruolarlo e dei finiani che lo richiamano alla fedeltà, anche alla luce delle prossime nomine, che riguardanoRai2 (dove Berlusconi vuole mettere Susanna Petruni) e Rainews24, nel mirino della Lega Nord che vorrebbe come direttore Franco Ferraro al posto di Mineo.