Mini co.co.co. senza progetto

12/01/2004



      Domenica 11 Gennaio 2004

      NORME E TRIBUTI


      Mini co.co.co. senza progetto

      Riforma Biagi – Esonerate le collaborazioni a basso rischio di elusione – Validi fino al 24 ottobre i patti in vigore


      Niente progetto per i co.co.co a basso rischio di elusione. Il ministero del Lavoro, con la circolare 1/04 ha fornito chiarimenti anche sui casi di esclusione dall’obbligo del progetto per le nuove collaborazioni coordinate e continuative. L’articolo 61 del Dlgs 276/03 esclude dalla nuova modalità organizzativa del progetto alcune tipologie di collaboratori che, secondo il legislatore, comportano minori rischi di elusione delle regole. Tra i casi di esclusione sono ricomprese le così dette collaborazioni occasionali, sulle quali la circolare ha fornito importanti chiarimenti. Il ministero ha infatti precisato che all’interno di questa categoria rientrano sia le collaborazioni per loro natura occasionali sia le co.co.co di portata limitata. Le prime sono caratterizzate da una prestazione spot, una tantum, prive dei requisiti di continuità e coordinazione e per le quali la legge non prevede alcun limite di durata né di compenso. Si tratta, cioè, di quelle collaborazioni che si distinguono dalle co.co.co appunto per la loro natura, nonostante l’articolo 44 del decreto legge 269/03 abbia esteso ad alcuni rapporti occasionali (quelli con compenso annuo superiore a 5mila euro) gli obblighi contributivi verso la gestione separata dell’Inps. Le co.co.co di portata limitata sono invece quelle individuate dall’articolo 61, attraverso i due requisiti della prestazione di durata non superiore ai trenta giorni e del compenso non superiore ai 5mila euro, requisiti entrambi riferiti al rapporto con lo stesso committente nel medesimo anno solare. La circolare, inoltre, giustifica l’esclusione dal progetto delle collaborazioni rese dagli atleti in favore di società sportive dilettantistiche, in base all’esistenza di una norma specifica (articolo 3 legge 91/1981), che prevede la possibilità di esercitare determinate attività nella forma della collaborazione coordinata e continuativa. Il ministero detta istruzioni anche sull’esonero per i titolari di pensione di vecchiaia, estendendolo anche ai pensionati di anzianità che hanno compiuto 65 anni, conformemente alle previsioni legislative che equiparano in tutto lo status del pensionato di anzianità sessantacinquenne a quello del pensionato di vecchiaia. Sul punto va, però, rilevato che tale l’interpretazione ha un carattere logico-sistematico, ed è quindi da preferirsi, ma non è perfettamente coerente con l’espressione letterale utilizzata dal ministero. E infatti, la circolare testualmente recita «nell’esclusione dei percettori di pensione di anzianità, è evidente che debbano essere ricompresi i titolari di pensione di anzianità o invalidità (…) sessantacinquenni». Questa affermazione potrebbe fare intendere che i pensionati di anzianità sessantacinquenni non possano beneficiare del l’esonero. Si ritiene comunque che sia stato solamente un lapsus dell’estensore. Sfortunatamente il ministero non specifica in quali ipotesi i soggetti esercenti professioni intellettuali, per le quali è richiesta l’iscrizione in appositi albi professionali, possano svolgere collaborazioni coordinate e continuative senza l’obbligo del progetto. Rimane infatti da chiarire se dell’esonero possono avvalersi i liberi professionisti iscritti ad albi, nell’ipotesi in cui svolgano nella forma della co.co.co un’attività non rientrante in quella tipica professionale (si consideri ad esempio il caso del medico impegnato in una collaborazione di marketing), o/e quei soggetti che, iscritti a un albo, svolgono la loro attività professionale senza essere obbligati ad avere la partita Iva (ad esempio il direttore sanitario di una clinica privata, iscritto all’albo dei medici, ma non titolare di partita Iva). La circolare, infine, interpreta in senso ampio l’altra categoria esclusa e cioè quella dei componenti di collegi e commissioni, ricomprendendovi anche coloro che svolgono funzioni tecniche, e quindi non solo coloro che hanno funzioni istituzionali.

      BARBARA MASSARA