«Milleproroghe scandaloso Solo favori, l’economia è ferma»

21/02/2011

Non solo un «Parlamento svuotato», o «ridotto alla paralisi »,ma anche un Paese «dimenticato, dove non si affrontano i veri problemi, quelli di sistema, gli appuntamenti determinanti con l’Europa, la questione del debito», ma si va avanti «con provvedimenti omnibus privi di una visione» e soprattutto ci si concentra sui problemi personali del premier. «Giustizia, corte costituzionale, processo breve: a questo pensa il consiglio dei ministri, mentre la crisi morde le
famiglie, i precari, i più poveri. Credo che non ci sia un precedente simile nel resto del mondo». Interviene così Michele Ventura, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, alla vigilia della settimana in cui il Milleproroghe «sbarca» in Aula senza essere stato esaminato in Commissione. Anche questo un fatto senza precedenti. «Così come è senza precedenti il fatto che abbiano annunciato la fiducia in Aula ancora prima di conoscere il numero degli emendamenti. Oppure il fatto che per evitare il voto nelle commissioni (dove i numeri sono in favore delle opposizioni) sia stata la maggioranza a fare ostruzionismo, con il risultato che non è stato dato mandato al relatore per l’Aula. Insomma, il testo arriva in Aula senza esame».
A questo punto che margini ci sono per la battaglia in Aula? «Abbiamo deciso insieme a tutte le opposizioni di illustrare in modo ampio le nostre posizioni durante la discussione generale, stessa cosa per le dichiarazioni di voto e per l’illustrazione degli ordini del giorno. Immagino che la fiducia venga posta martedì per essere votata giovedì, e che si arrivi al voto finale tra venerdì e sabato. In ogni caso no possiamo accettare uno svuotamento di questo genere del Parlamento Questa«grande alleanza»che vi unisce contro il Milleproroghe può considerarsi come una prova di quella ipotizzata a livello politico? «L’alleanza tra tutte le opposizioni ci sarà sia in questa settimana sul Milleproroghe, sia in quella successiva sul decreto sul federalismo municipale. A livello parlamentare c’è unavisione comune. Di qui a parlare di un’alleanza politica ce ne corre, perché giocano altri fattori». In questo decreto compaiono più tasse(si pensi all’euro in più per il cinema), più poltrone per Roma, un condono perla Campania. Cosa hanno detto leghisti,che tra l’altro hanno anche il presidente della commissione Bilancio?
«Non hanno detto assolutamente nulla, anche perché hanno evitato di entrare nel merito. Poi non dimentichiamo che la Lega qui ha infilato le quote latte: non poteva certo alzare la voce».
Insomma, si affronta la crisi con micromisure. È questo che contestate? «Contestiamo il fatto che in un provvedimento che contiene tutto e di più (anche perché si è eliminata la Finanziaria), non ci sia nulla sulle grandi questioni del Paese. Ad esempio sul Patto di stabilità, sui precari delle Università, con molti atenei, anche di prestigio, che rischiano di andare in tilt, così come sui lavoratori a termine di altre amministrazioni pubbliche. Per non aprlare del Fus e dei lavoratori dello spettacolo. Non c’è una visione strategica. La destra non ha in testa il fatto che bisogna affrontare le scadenze europeee, rilanciare la crescita, pensare alle grandi infrastrutture. Ha in testa altro, specie i problemi personali di Berlusconi». In tutto questo cosa fa il Pd? «Il Pd vuole far capire al Paese che le priorità sono altre, modificare l’agenda, invertire la situazione. Questo stato di cose ha provocato stagnazione e un Paese senza futuro. Noi dobbiamo far sapere che sono possibili formule alternative, stabilendo altre priorità».