“MilanoRoma” Card.Trujillo: «I Pacs sgretolano la famiglia»

16/01/2006
    domenica 15 gennaio 2006

    Pagina 11 – Interni

      L´INTERVISTA

      Il cardinale Trujillo: "I Pacs sgretolano la famiglia, c´è una grande confusione filosofica, giuridica, teologica"

        «Se passano quelle unioni
        allora tutto diventa possibile»

          MARCO POLITI

            CITTÀ DEL VATICANO – Scuote la testa il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio pontificio per la Famiglia, davanti alle manifestazioni di Roma e di Milano. «I Pacs? Così si sgretola la famiglia. La pillola abortiva? Una guerra chimica contro la vita che nasce». Scelto da Giovanni Paolo II, riconfermato da papa Ratzinger, il porporato è l´infaticabile tutore della dottrina matrimoniale in Vaticano. Mercoledì andrà a parlare in un´aula del Senato su invito di un gruppo di parlamentari.

            Cardinale Trujillo, perché respinge la manifestazione sui Pacs?

              «Crea scontro e confusione e non fa nemmeno bene a loro».

              Parliamo di "loro". Perché due gay non possono unirsi in un patto di solidarietà?

                «La Chiesa soffre per queste proposte. Per la prima volta nella storia di tutte le culture, tutte le religioni, tutte le etnie viene compromesso ciò che è sempre stato valido in ogni concezione di natura, filosofia e teologia: il matrimonio è l´unione di un uomo e una donna».

                Qui si tratterebbe solo di un patto civile.

                  «Se passa l´idea che siamo di fronte all´unione di due persone – non di sesso diverso – tutto diventa possibile: l´unione fra molte persone, l´unione a prescindere dai limiti di età, la poligamia, l´incesto. E questo solo perché in parlamento si afferma una maggioranza, che magari può cambiare dopo qualche anno e così cambia di nuovo la legge. No. Non si può confondere il gioco delle maggioranze con la democrazia».

                  Qual è il suo timore?

                    «Siamo in presenza di un´enorme confusione filosofica, giuridica, teologica. Non dobbiamo dimenticare che una legge è buona, se fa bene alla comunità e all´uomo».

                    Molti cittadini non capiscono l´opposizione della Chiesa alle unioni di fatto.

                      «I Pacs sono una bolla d´aria, una moneta falsa in circolazione, come dicono i vescovi spagnoli. Chi li vuole, desidera usufruire degli stessi effetti civili del matrimonio come se la loro unione fosse una vera unione. Ma non promettono niente alla società, niente allo Stato, niente a se stessi come partner, nemmeno una settimana di stabilità. E non si impegnano nemmeno per dare stabilità ai figli. Se vogliono un´unione vera, facciano almeno il matrimonio civile».

                      Come risolvere allora la questione delle coppie gay?

                        «La Chiesa soffre per loro, li aiuta, li accompagna, vive i loro drammi, ma non può nascondere la verità».

                        Non sente quando vi accusano di essere duri?

                          «Dicono anche che siamo intolleranti, rigidi, dogmatici. Mi viene da rispondere: leggete il vangelo di Giovanni. Il Signore sta di fronte all´adultera, quelli che volevano lapidare la donna se ne sono andati e sant´Agostino commenta: "Rimasero in due. La miseria della prostituta e la Misericordia del Signore". E poi Cristo le dice: "Va´ e non peccare più". Nostro compito è di essere misericordiosi senza negare la verità. Lasciateci questa coerenza».

                          Eminenza, due persone non attratte dal sesso opposto, che amano fedelmente un partner dello stesso sesso, non sono prostituti e non si sentono peccatori.

                            «Conosciamo certi aspetti personali, li seguiamo pastoralmente. Ma chi è cattolico deve interrogarsi sulla propria situazione dinanzi alla Chiesa e a Dio. E posso assicurare che non ci sono istinti, anche sbagliati, che non possano essere ricondotti alla normalità secondo la ragione e la dignità umana. Uno stile di vita può essere raddrizzato. Ho conosciuto persone che hanno vinto.».

                            Però il riconoscimento di queste coppie non serve anche a regolare una serie di problemi?

                              «Possono essere risolti attraverso accordi e leggi di diritto privato senza dare al fatto una valenza pubblica. Lo sa quanti matrimoni gay sono stati celebrati in Spagna sino a due mesi fa? Venti su una popolazione di quarantaquattro milioni!»

                              Venti unioni gay non rovinano certo l´istituto del matrimonio.

                                «Ma perché mettere a subbuglio il parlamento e una nazione per una cosa non sentita dalla popolazione?».

                                E intanto la Chiesa ha aperto anche il fronte della RU-486.

                                  «Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno parlato di questa guerra chimica contro la vita. Il dramma è delle povere donne in difficoltà, che subiscono la pressione dei media e dell´opinione pubblica e sono spinte all´aborto da legislazioni abortiste. Invece di essere aiutate. Cinque anni fa ho visto in Messico una manifestazione di diecimila bambini salvati perché avevano fatto vedere alle mamme in gravidanza le ecografie. E loro si sono pentite e hanno deciso di tenersi il figlio. Perché le mamme vogliono i figli! E anche in Italia avete bisogno di vita. Quando io studiavo qui da giovane, vedevo che a Roma i bambini erano considerati una ricchezza. Perché non capite che la Chiesa, come dice Benedetto XVI, è portatrice di tanti "Sì"? Sì al futuro felice di un popolo, sì ai genitori, sì ai figli, sì alle famiglie».

                                  Di questi tempi si avverte un senso di invadenza ecclesiastica.

                                    «No, invece. La Chiesa è la migliore alleata dei governi per il bene dell´uomo».