Milano. Virgin, la protesta corre su Internet

02/02/2004

MILANO

LUNEDÌ 2 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina II
 
 
IL CASO
Il negozio di piazza Duomo rischia la chiusura e i dipendenti lanciano un appello in rete

Virgin, la protesta corre su Internet
          "Siamo sulla strada ma non molliamo Aiutateci a non perdere il posto di lavoro"


          La loro battaglia, adesso, la combatteranno su Internet. Con un «messaggio di protesta» che invitano tutti a spedire direttamente al loro mitico fondatore e alla casa madre inglese: «Mr Branson, Virgin Uk, where are you? Dove siete?».
          È questo l´ultimo, disperato tentativo dei lavoratori del megastore Virgin di piazza Duomo per cercare di salvare il loro posto. Ora che – dicono – stiamo per essere sbattuti sulla strada dopo un «anno da incubo». Un anno passato a cercare di impedire – prima – tredici licenziamenti e – poi – a protestare, organizzare presidi e volantinaggi contro i proprietari italiani, per scongiurare la chiusura del negozio. Fino alla scorsa vigilia di Natale: i venticinque lavoratori rimasti, trovarono le porte sbarrate e un cartello: «Chiuso per ferie fino al 7 gennaio». Una vacanza forzata, che non è ancora finita e che nasconde le difficoltà finanziarie non solo del negozio di Milano, ma anche di quelli di Bologna e Padova – entrambi chiusi con i dipendenti in ferie – e Bergamo: da mesi, ormai, Autogrill, che subaffitta a Virgin un piano dello storico edificio, non riceve pagamenti. E ha deciso di chiedere il conto o, in caso contrario, la restituzione degli spazi. «Giovedì ci sarà un´udienza di fronte al tribunale fallimentare – spiega Simona Treccani, rappresentante sindacale dei lavoratori – . Tutti noi siamo preoccupati e amareggiati. A gennaio non abbiamo neanche ricevuto lo stipendio e chissà se lo vedremo mai. Siamo sulla strada, ma non molliamo: il Virgin è un simbolo della musica a Milano e vogliamo coinvolgere la gente. Per questo abbiamo creato, insieme alla Filcams Cgil, un sito. Lì c´è tutta la nostra storia e un appello da inviare alla Virgin inglese. In fondo è il loro marchio a essere trascinato nel fango? Non hanno proprio nulla da dire». Un appello, che si può trovare collegandosi al sito: http://virgin.ath. cx.

          Un piccolo messaggio nella bottiglia, che navigherà in rete e che è stato affisso anche sulle porte del negozio.

                  (alessia gallione)