Milano. Via al progetto che coinvolge i vigilantes

04/01/2002

Cronaca di Milano





Il questore Boncoraglio: «Mi piacerebbe estendere l’iniziativa anche ai vigili urbani e alle centrali dei taxi»

Sicurezza, mille occhi su Milano


Via al progetto che coinvolge i vigilantes: collegate con la Questura 1.800 guardie giurate di 11 istituti

      MILANO – Via al progetto annunciato: «Mille occhi su Milano», una ragnatela di uomini e mezzi che contribuiranno a rendere più sicura la città. Da ieri 1800 guardie giurate di 11 istituti privati di vigilanza collaborano con la centrale operativa della Questura, collegate tramite una frequenza radio messa a disposizione dal Dipartimento di Ps. E’ la prima volta che le forze dell’ordine lavorano a stretto contatto con le società di vigilanza. Una sinergia che consentirà di comunicare in tempo reale eventuali reati, la ricerca di persone sospette o le situazioni di emergenza.
      Il battesimo del «progetto ambizioso e originale», come lo ha definito il questore Enzo Boncoraglio che ne è stato l’artefice, è avvenuto ieri. Un esperimento che parte da Milano e ha trovato il consenso del capo della Polizia, Gianni De Gennaro. Se andrà come tutti si augurano, potrà essere adottato anche in altre città italiane.
      «Si tratta – ha commentato il numero uno di via Fatebenefratelli – di un piano di collaborazione partecipata e sinergica per la sicurezza di tutti, aperto anche ad altre società di vigilanza più piccole. Mi piacerebbe, però, estendere l’iniziativa anche ai vigili urbani e alle centrali dei taxi».
      L’accordo è stato raggiunto in sole due riunioni, svoltesi il 22 ottobre e il 17 novembre. E, in questi giorni, i tecnici della polizia della zona telecomunicazioni della Lombardia hanno attivato una piccola consolle, installata nella centrale operativa della Questura, che si collega direttamente con gli undici istituti di vigilanza, tutti ben contenti di aver sborsato circa 4 milioni a testa per l’impianto.
      «Mi piacerebbe anche – ha spiegato Boncoraglio – che questi uomini si sentissero protagonisti di un progetto comune legato alla sicurezza della nostra città e capissero che con una loro segnalazione le forze dell’ordine potrebbero risolvere il caso. E’ come se avessimo tante nuove antenne sul territorio pronte a captare e a segnalare alla polizia e ai carabinieri tutto ciò che suscita sospetto. Mille nuovi occhi pronti a cogliere gli attimi di emergenza».
      Le guardie giurate, che non hanno il potere di eseguire arresti, potranno indicare alla propria centrale e quindi a quella della Questura, la presenza di persone sospette, in fuga o di auto rubate. Oppure comunicare situazioni per le quali giudicano necessario l’intervento di agenti o carabinieri.
      Fino a mercoledì potevano farlo solo chiamando il 113 dal proprio telefono. Ora è tutto più veloce: basta premere un pulsante e, attraverso il segnale radio su isofrequenza criptato, ci si collega. Così la polizia interverrà potendo contare sull’appoggio di 1800 vigilantes. «Sono convinto – ha concluso il capo della polizia milanese – di aver inserito un nuovo tassello nel solco della prevenzione».
      Il desiderio di allargare il progetto ai vigili urbani, non è caduto nel vuoto. «Siamo a disposizione del questore – ha risposto il vicesindaco Riccardo De Corato -. E’ lui che coordina le forze dell’ordine e sul piano politico dell’operazione ci troviamo d’accordo.
      «I problemi tecnici, invece, possiamo discuterli negli incontri settimanali del giovedì. Anche i vigili urbani hanno da poco inaugurato una centrale operativa di tutto riguardo e, nel rispetto della totale disponibilità, nella completa sinergia che ha contribuito a far nascere il modello Milano, noi non abbiamo remore di nessun tipo in fatto di sicurezza.
      «La polizia municipale, con i suoi 500 vigili di quartiere e i pattuglioni, già da tempo si muove collaborando con la Questura. Abbiano anche installato telecamere nei parchi Sempione e delle Cave. Tra poco anche la Stazione Centrale sarà dotata di telecamere collegate con la centrale operativa dei vigili. Quindi, se tecnicamente ci si potrà allacciare a quella di via Fatebenefratelli, tutti ne trarremo beneficio».
      Da ieri, ogni giorno, nell’arco delle 24 ore, Milano sarà così sorvegliata non solo da polizia, carabinieri, Guardia di Finanza, vigili urbani, ma anche da 1800 «sceriffi», 300 dei quali muniti di auto. La vigilanza privata? «Può aiutare i cittadini – dice il criminologo Guido Travaini – a sentirsi più sicuri. Una presenza che tranquillizza». Secondo una ricerca del Censis, infatti, i vigilantes godrebbero della fiducia della gente.
Michele Focarete