Milano. «Una Camera del turismo per Milano»

21/09/2001

Corriere della Sera

Milano



«Una Camera del turismo per Milano»

Ruozi, presidente del Touring Club: nei weekend alberghi e ristoranti sono vuoti

      «Facciamo come per la moda: creiamo una sorta di "Camera del turismo" che sappia unire tutte le forze interessate a questo fenomeno per promuovere l’immagine di Milano come città d’arte e di cultura». È l’idea che frulla in testa a Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi ed ora presidente del Touring Club e del Consiglio di amministrazione del Piccolo Teatro. L’analisi di Ruozi è questa: Milano è sovraffollata durante la settimana, ma nel weekend si svuota. Sarebbero questi i giorni per riempire la città di turisti: «Quello che manca per riuscire nell’operazione è l’unione delle forze e un buon marketing urbano».
      «La città è migliorata e più accogliente. Come turismo d’affari siamo all’avanguardia. Dove siamo carenti è nel reclamizzare e "vendere" Milano come città d’arte e di cultura. Una persona di cultura media o chi vuole divertirsi è disposto a fare un weekend in una qualsiasi città d’Italia o d’Europa: ma si è mai visto un tour operator che vende un fine settimana a Milano? Eppure città con patrimoni artistici enormemente inferiori a Milano, e con un’offerta musicale e teatrale di minor livello, vengono visitate».

      Qual è il problema?

      «A Milano non ci si interessa del turismo culturale perché, comunque, alberghi e ristoranti sono pieni, le mostre visitate; i commercianti soddisfatti. Ma non è così nel weekend, quando i ristoranti sono chiusi, gli alberghi non esauriti e i teatri hanno spazi. Si sono costruite nuove strutture, come il Dal Verme o l’Auditorium, ma vanno riempite. Nel weekend dovrebbero riempirle i turisti»
      .
      Ma dopo l’11 settembre non ci sarà un calo del turismo?

      «Noi dobbiamo riorientare i flussi a favore di Milano. Non devono necessariamente andare tutti a Venezia»!

      Come convincerli?

      «Bisogna far conoscere Milano, perché gli stranieri e gli italiani pensano che qui ci siano solo finanza, moda e lavoro. Ci vuole un marketing cittadino. Il Comune deve spingere a un’aggregazione di tutte le forze: albergatori, commercianti, responsabili di musei e teatri, uomini di spettacolo. Il Touring potrebbe fare da catalizzatore e segreteria tecnica di questa sorta di "Camera del turismo"».

      Il problema è che a Milano i prezzi sono cari…

      «Qui dovrebbe essere la combinazione delle forze a organizzare pacchetti accettabili a prezzi contenuti. Quando al Piccolo Teatro andò in scena il "Così fan tutte" di Mozart, un’opera ambientata a Napoli, facemmo un accordo con il capoluogo partenopeo. Gruppi di napoletani partivano la mattina presto in treno; arrivavano a Milano, visitavano Castello e Duomo e poi assistevano all’opera. Cena e quindi ritorno di notte. Questa iniziativa ha avuto successo. Bisogna organizzarne altre. Occorrono tour operator che si diano da fare e la collaborazione di tutti».

      E il Touring cosa ha fatto?

      «Noi abbiamo l’iniziativa "La penisola del tesoro". In un gran numero di domeniche attiriamo soci e altri cittadini alla visita di monumenti "minori". Il 14 ottobre andiamo alla cripta Balbi a Roma. L’anno scorso alla Reggia di Colorno, in una domenica abbiamo fatto girare duemila persone. I milanesi vanno fuori, il problema è attirare visitatori qui».

      Alcuni musei sono ancora inadeguati…

      «Se un museo decide di non aumentare i visitatori e restare nascosto è una scelta sua! Le raccolte del Castello sono le più frequentate, ed ora il Comune ha in progetto di renderle più adeguate».

      Come mai proprio Milano ha problemi di marketing?

      «Forse perché è troppo ricca e finora non ha ritenuto opportuno investire nel turismo. Ma con la decadenza della città industriale, forse anche il turismo diventa utile. Come per l’impresa moda ci vuole una impresa turismo, una "Camera del turismo", insomma».
Pierluigi Panza


Cronaca di Milano