Milano. «Un centro commerciale salverà Postalmarket»

29/05/2003



    MILANO
    giovedì 29 maggio 2009

      Proposta dell’azienda di Udine che vuole rilevare la ditta di vendite per corrispondenza
    «Un centro commerciale salverà Postalmarket»

    Spiraglio nell’incontro tra i responsabili della Bernardi e i sindacati a Peschiera: «Potremmo rilevare la società con tutti i 573 dipendenti»
      PESCHIERA BORROMEO – Salvare Postalmarket, ma come? La proposta, presentata dai titolari della Bernardi spa, l’azienda di Udine intenzionata ad acquistare la ditta di vendita per corrispondenza e che solo una settimana fa aveva annunciato di poter garantire solo 150 dei 573 posti di lavoro, è chiara: creando un centro commerciale. L’annuncio, assieme alla disponibilità a farsi carico dell’intero «pacchetto occupazione» come chiesto dai sindacati, è arrivato ieri nel corso di un atteso incontro, in sala consiliare a Peschiera Borromeo. Ai rappresentanti sindacali, i responsabili della Bernardi, l’amministratore unico Riccardo Di Tommaso e il responsabile del personale e dei rapporti sindacali Franco Alborghetti, hanno illustrato una nuova proposta, «per ora ancora nulla più che un abbozzo di progetto», precisa Stefano Franzoni, della Uil, «ma comunque un primo passo per avviare il confronto».
      L’idea è quella di costruire, in tempi brevi, un centro commerciale dedicato all’abbigliamento dove ricollocare gran parte del personale in esubero. Nel frattempo, però, la Bernardi spa ha dato la propria disponibilità a farsi carico di tutti i dipendenti Postalmarket, «esattamente come da noi chiesto – prosegue Franzoni – dal momento che il grosso scoglio da superare era proprio questo. Rilevare Postalmarket con soli 150 lavoratori significava lasciare di altri 473 in un limbo, terra di nessuno. Siamo consapevoli che ogni imprenditore elabora progetti secondo le proprie esigenze, ed eravamo e siamo disponibili a confrontarci su questo, ma avendo ben chiaro che dobbiamo parlare del futuro di tutti i lavoratori adesso, non in un imprecisato futuro».
      L’incontro di ieri sembra così aver aperto un primo spiraglio nel futuro di Postalmarket. Imprenditori e sindacati chiederanno a breve un incontro con i ministeri al Lavoro e alle Attività produttive, mentre la Bernardi ha già avviato i contatti necessari, con la Regione, per valutare l’effettiva possibilità di realizzare quel centro commerciale che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro.
      «Postalmarket ci interessa – spiega Riccardo Di Tommaso – e siamo convinti che in Italia ci sia ancora spazio per la vendita per corrispondenza. Se guardiamo ai Paesi esteri, abbiamo dati incoraggianti. In Inghilterra, le vendite per corrispondenza interessano il 12 per cento del mercato, in Germania l’8 e in Francia il 7. Da noi siamo ormai prossimi allo zero, e questo vuol dire che c’è spazio di crescita».
      A patto, rimarca Di Tommaso «che al negozio virtuale si affianchino strutture di vendita reali, come del resto accade in tutto il mondo». E per Postalmarket, per di più, Di Tommaso sogna anche nuovi mercati: «I Paesi dell’Est Europa possono rappresentare una buona occasione, grazie anche alla diffusione di Internet. E’ anche a questo che puntiamo».
      Nei prossimi giorni si attende, così, la convocazione da parte dei ministeri, «sapendo – concludono i rappresentanti sindacali – che i tempi sono stretti. Ci auguriamo di riuscire a trovare accordi concreti entro la metà di giugno».
Barbara Sanaldi


Cronaca di Milano