Milano. Tute blu e commesse in corteo per il contratto

15/11/2007
    giovedì 15 novembre 2007

      Pagina 10 – Milano

        Lo sciopero
        Domani la sfilata in centro e sabato i presidi

          Tute blu e commesse in corteo per il contratto

            Gli scioperi di metalmeccanici e addetti del commercio incroceranno le loro strade domani a Milano. Le tute blu sfileranno venerdì mattina da porta Venezia a piazza del Duomo. Il segretario regionale della Uilm-Uil, Antonino Regazzi, concluderà la manifestazione. Proprio in corso Venezia, davanti alla sede dell’Unione del commercio, il corteo incontrerà il presidio degli addetti del commercio, anch’essi in sciopero.

            Per entrambe le categorie la protesta riguarda il mancato rinnovo del contratto nazionale. Quello dei metalmeccanici è scaduto lo scorso giugno. «Il prossimo 21 novembre sarà cruciale per la nostra vertenza — dice Giuliano Gritti, segretario generale della Uilm Lombardia —. Gli stipendi della categoria non possono più aspettare». «I dati Istat ci dicono che l’inflazione è più alta per le categorie di reddito più basse», interviene Ermanno Cova della segreteria regionale Fim-Cisl. I sindacati chiedono 117 euro, più 30 euro per chi non può contare sulla contrattazione aziendale o territoriale. Le aziende sono ferme a 70. Pierfranco Arrigoni della Fiom Cgil regionale difende il livello contrattuale nazionale: «E’ un baluardo che non va messo in discussione, senza di esso le buste paga degli operai sarebbero ancora inferiori».

            Nel caso degli addetti del commercio, lo sciopero riguarderà sia la giornata di domani (per le imprese del settore che non hanno rapporto diretto con il pubblico) che quella di sabato per i dipendenti di piccola e grande distribuzione. A Milano sono previsti presidi davanti all’ingresso di super e ipermercati.

            «La nostra richiesta è di 78 euro mensili. Confcommercio ha rotto le trattative ancora prima di sedersi a un tavolo», lamenta Graziella Carneri, segretario generale degli addetti al commercio della Cgil. Secondo Carneri l’esito della vertenza è particolarmente importante a Milano: «Difficile vivere in questa città con stipendi così bassi. Senza contare che i contratti a termine o precari nel nostro settore sono sempre più diffusi».

            Rita Querzé