Milano. Tangenti sui vigilantes, annullato un arresto

07/06/2004





          sabato 5 giugno 2004

              Tangenti sui vigilantes, annullato un arresto

              Il Tribunale del Riesame annulla uno degli arresti dell’inchiesta sulle corruzioni negli appalti dei vigilantes Ivri. Ma, per paradosso, la motivazione che libera Donato Carone (commercialista del presidente Ivri, Gian Pietro Zanè) sembra aggravare la posizione di Maurizio Filotto, già consigliere d’amministrazione della Sea e direttore generale delle Poste, arrestato per gli appalti di Poste, Regione Lombardia e Fiera. Carone, difeso dagli avvocati Bovio e Bronzini, era stato arrestato per una singola contestata corruzione: la promessa a Filotto, da parte dell’Ivri, di 600 mila euro per il rinnovo del servizio di vigilanza per Securipost, società di Poste Italiane. I giudici danno atto che il dirigente dell’Ivri, Tedesco, «ha confessato di aver consegnato a Filotto 150/170 mila euro nel 2002 per ottenere un appalto presso la Regione Lombardia e il rinnovo di un accordo triennale con la Fiera»; e che anche Carone, «consulente amministrativo di Zanè su tutte le questioni più importanti», al pari di Zanè ha ammesso «il sistematico ricorso alla corruzione quale mezzo per ottenere gli appalti».
              Ma nel caso del contratto con le Poste, per i giudici si sono sviluppate due trattative: prima tra Carone per l’Ivri e il funzionario Bifronte per le Poste, poi (nel vivo della tangente) tra Tedesco per l’Ivri e Filotto per le Poste. «L’esautoramento di Carone – scrivono i giudici – e l’investitura di Tedesco contenevano un implicito mandato alla corresponsione a Filotto di altre somme di denaro». Tedesco dice infatti di aver promesso a Filotto 600 mila euro con il consenso di Zanè; questi disconosce il consenso, pur ammettendo che sarebbe stato disposto a pagare «se la tangente fosse stata meno elevata»; Filotto nega tutto, in un verbale in cui smentisce anche appoggi di An dietro il suo arrivo alle Poste, dove ricorda di essere stato assunto dall’amministratore delegato Massimo Sarmi.
              Logico che la motivazione su Carone preoccupi la difesa di Filotto (che ieri in Procura lamentava anche una asserita «campagna stampa») in vista dell’esito del proprio ricorso al Tribunale del Riesame, atteso al più tardi martedì.

              lferrarella@corriere.it
          Luigi Ferrarella

          ronaca di Milano