Milano. «Sindacato proibito da McDonald’s»

08/10/2001

MILANO
domenica 7 ottobre 2001


Finirà davanti al giudice lo scontro fra l’impiegato e il gestore del fast food di Corbetta
«Sindacato proibito da McDonald’s»

Delgato della Cgil denuncia : «Un anno di vessazioni e alla fine mi hanno licenziato»

      CORBETTA – «Per un anno hanno cercato di farmi rinunciare al ruolo di sindacalista, con sopraffazioni di ogni tipo e infine, mercoledì scorso, con un pretesto qualsiasi mi hanno licenziata». Paola Esposito, 37 anni di Legnano, sintetizza così il suo ultimo anno i lavoro nel McDonld’s di un centro commerciale sulla Statale 11 a Corbetta. Domani il suo caso finrà in Tribunale: la Cgil ha infatti annunciato di voler presentare ricorso per ottenere che la sua iscritta sia reintegrata.
      Secondo Santino Pizzamiglio, segretario regionale della Filcams Cgil, è addirittura ipotizzabile il reato di repressione dell’attività sindacale, per il quale si rischia fino a tre mesi di carcere. Respinge ogni accusa Maurizio Grassi, il titolare della «Planet Food», la società che gestisce il fast food per la multinazionale americana. Secondo la Planet, infatti, il motivo del licenziamento sarebbe un’assenza ingiustificata di un giorno, a cavallo fra due periodi di malattia coperti dal certificato medico.
      «Non esistono i termini di legge per cui l’assenza di un giorno posa giustificare la fine del rapporto – ribatte Fabrizio Terrazzi, responsabile della Filcams Cgil -. Qui si tratta di mobbing. Il sindacato ha chiesto alla McDonald’s Italia di intervenire nei confronti della Planet Food, ma è palese che questa società fa di tutto pr isolare gli iscritti ai sindacati rispetto agli altri dipendenti». Paola ricorda con piacere gli inizi a Corbetta. «Ho cominciato tre anni fa, quando ha aperto. Avevo già alle spalle sette anni al Burhy e in altri McDonald’s, per questo ero diventata caporeparto. Grassi mi aveva affidato l’incarico di formare il personale e di dirigere il centro». Era iscritta al sindacato, ma il capo la fece uscire dalla Cgil a sua insaputa. «Così – continua Esposito – mi iscrissi di nuovo in forma anonima, anche perchè notavo molte irregolarità nei confronti dei miei colleghi».
      La situazione peggiorò con la nomina a delegata sindacale: «Mi hanno invitata a lasciare il lavoro, poi mi mettevano sempre di turno al pomeriggio, pur sapendo che ho una bimba di nove anni; non riuscivo a vederla mai. Infine, hanno invitato i colleghi a non parlare più con me, cosa che si è verificata».
      Al McDonald’s di Corbetta nessuno commenta la vicenda. Maurizio Grassi, invece, parla con un comunicato: «I rapporti si sono deteriorati da tempo: È caduta la fiducia, si sono verificati fatti gravi che non hanno niente a che vedere con il sindacato: impossibile continuare il rapporto di lavoro».

      Giovanna Maria Fagnani



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