Milano. Rivolta dell’Ortomercato: «Lavoro nero e pizzo»

09/10/2007
    martedì 9 ottobre 2007

      Prima Pagina (segue a pagina 8) – Milano cronache

        «Lavoro nero e pizzo». La rivolta dell’Ortomercato

          Tensione dopo il blocco delle merci dell’altra notte, aggredito sindacalista. Il presidente Sogemi incontra il questore. Coldiretti e Consumatori: danneggiati da minoranze

            «Ortomercato, lavoriamo 200 ore in nero al mese»

              Denuncia all’Ispettorato dei dipendenti di una cooperativa: costretti a pagare il «pizzo»

                di MICHELE FOCARETE

                Utilizzati per 230 ore al mese. Ma solo 40 in busta paga. In una situazione di lavoro nero, illegalità, soprusi. Riesplodono le tensioni all’Ortomercato. Dopo la denuncia di due nordafricani impiegati in una cooperativa. E dopo lo sciopero spontaneo che ha bloccato l’attività nella notte tra domenica e ieri. Undici ore di agitazione.

                Jose Dioli, rappresentante Cgil per la sicurezza: «Abbiamo voluto far sapere le condizioni di lavoro e il precario stato della sicurezza in cui si muovono i lavoratori». Ma sul banco degli imputati anche i datori di lavoro che pretenderebbero mazzette e sarebbero coinvolti in giri di falsi permessi di soggiorno. Vertice tra Roberto Predolin, il presidente della Sogemi, e il questore. Critica anche la Coldiretti: «Sia noi sia i consumatori siamo stati danneggiati da un piccolo gruppo di persone».

                Hanno vuotato il sacco. Lo hanno fatto mettendo nero su bianco all’Ispettorato provinciale del lavoro. Hanno puntato l’indice contro la cooperativa per la quale lavorano all’interno dell’Ortomercato. Sono due cittadini nordafricani che, senza mezzi termini, hanno dichiarato di «essere utilizzati per 230 ore al mese, ma in busta paga ne risultano solo 40. Il resto è in nero e su questo nero devono pagare una sorta di "mazzetta" per non si sa quali tasse». Ma non è tutto. I due operai hanno denunciato episodi più pesanti, sui quali stanno ora indagando i carabinieri: nell’ufficio della cooperativa, al sesto piano del palazzo della Sogemi, si falsificherebbero permessi di soggiorno di lavoro per dipendenti extracomunitari non in regola.

                Accuse pesanti che, in qualche modo, hanno contribuito a far esplodere la protesta l’altra sera all’interno dell’Ortomercato. Dodici ore di presidio, contro l’illegalità. Per tutta la notte, con momenti di tensione tra chi, una quarantina, era riusciti a entrare e il migliaio di addetti che sono rimasti fuori e verso le 9 se ne sono andati a casa.

                Solo dopo 11 ore di sciopero spontaneo la situazione è tornata alla normalità, quando centinaia di Tir, bloccati nelle vie accanto all’Ortomercato (Lombroso e Varsavia), sono entrati per scaricare frutta e verdura. Mezz’ora prima alcuni rappresentanti dei grossisti e delle cooperative, accompagnati dal presidente della Sogemi (ente gestore dell’Ortomercato), Roberto Predolin, si erano recati in via Fatebenefratelli, dove hanno incontrato il questore, Vincenzo Indolfi, per lamentare di essere stati danneggiati dalla protesta della notte. «La Sogemi — si legge in una nota — i grossisti e le cooperative si dissociano da questo attacco al lavoro e agli interessi di quanti operano per garantire alla cittadinanza un corretto approvvigionamento di prodotti ortofrutticoli freschi e stigmatizzano il comportamento di persone che nulla hanno a che fare con l’Ortomercato. È stata una aggressione immotivata».

                Anche la Coldiretti di Milano e di Lodi ha fatto rilevare i danni subiti dai produttori agricoli. «Ogni mattina — ha spiegato il presidente del Consorzio orticoltori, Mario Bossi — ci alziamo alle 3 per portare le nostre verdure a Milano e la protesta di un piccolo gruppo di persone ha danneggiato sia noi che i consumatori».

                «La protesta — ha dichiarato Jose Dioli, rappresentante Cgil per la sicurezza — intendeva denunciare le condizioni di lavoro, il precario stato della sicurezza in cui si muovono i lavoratori. Ma anche l’illegalità diffusa ».

                Proprio Dioli, al quale lo scorso luglio era stata bruciata la casa e danneggiata l’auto, ha dovuto battere in ritirata, perché insultato pesantemente e bersagliato da mele e altri ortaggi, scagliati proprio da operai della cooperativa «incriminata ».

                La stessa che, secondo il sindacato, vanta tra alcuni suoi soci fondatori alcuni pregiudicati di un certo peso. Anche per questo nell’agosto del 2006 la Filcams- Cgil aveva inviato alla Sogemi una lettera nella quale si faceva notare che questa cooperativa applicava un falso part-time, non aveva mezzi propri per scaricare la merce e faceva lavorare in nero.

                «Allora — ricorda Dioli — la Sogemi ha risposto che aveva preso atto e che si sarebbe attivata per valutare la situazione e il daffarsi. Ma non è successo niente».

                  La scheda
                  • LA PROTESTA
                  Notte di protesta, tra l’altra notte, all’Ortomercato.
                  Uno sciopero spontaneo che è durato undici ore.
                  Dopodiché, centinaia di Tir bloccati nelle vie Lombroso e Varsavia sono entrati nella struttura per poter scaricare frutta e verdura

                  • LA DENUNCIA
                  Due cittadini nordafricani che lavorano per una cooperativa hanno denunciato: «Veniamo utilizzati per 230 ore al mese ma in busta paga ne risultano soltanto 40». Il resto, tutto il resto, è in nero e su questo nero gli immigrati «devono pagare una sorta di mazzetta»

                  •L’EME•GENZA
                  «La nostra protesta — ha detto Jose Dioli, rappresentante Cgil per la sicurezza — ha avuto come obiettivo quello di denunciare le condizioni di lavoro e il precario stato della sicurezza in cui operano i lavoratori»