Milano. Pulizie, il San Paolo paghi

18/06/2002


18 giugno 2002




          MILANO

          Pulizie, il San Paolo paghi

 
          Sciopero delle pulizie, massima evidenza se l’astensione dal lavoro avviene in un luogo in cui è più che necessaria, un ospedale. I lavoratori della cooperativa Nigra di via Maffucci ieri mattina hanno incrociato le braccia, radunandosi davanti all’ospedale San Paolo, dove la stessa Nigra gestisce l’appalto delle pulizie.
          Giovanni Speriamo, della Cgil-Filcams, e Bice Musocchi, della Cisl-Fisascat, hanno spiegato che la decisione è stata presa perché la cooperativa, creditrice nei confronti dell’ospedale, sino a ora ha pagato, ma da ora nn ce la fa proprio più.
          «Abbiamo indetto lo sciopero per farci ascoltare dalla direzione del San Paolo, ci ha ricevuti il direttore amministrativo, il dottor Giuseppe Calarisano, il quale ci ha detto che una parte del debito è stato saldato. Quindi i nostri stipendi di giugno e luglio e la nostra quattordicesima sono salvi, ma quelli futuri? La domanda riguarda il debito residuo».
          Non è finita: «Siccome è prossima una nuova gara d’appalto – hanno aggiunto i due sindacalisti -, il problema si può riproporre con l’impresa subentrante, anche in termini di occupazione». Fra i 105 lavoratori della Nigra che ieri partecipavano alla protesta – per la verità molto garbata e segnalata solo da qualche cartello e dalla distribuzione di volantini – c’erano undici extracomunitari.
          Dice Rashid, cittadino marocchino: «Siamo cinque fra i dipendenti che provengono dal Marocco, cinque sono i filippini, oltre a un’eritrea. Per noi la situazione è più grave, perché, se rimanessimo senza lavoro, saremmo rispediti a casa». In base alla nuova legge in via di approvazione tra le due camere parlamentari, gli extracomunitari inattivi verrebbero infatti rimpatriati mancando il primo requisito al permesso di soggiorno.
          Franco Sala, direttore generale del San Paolo, da parte sua ha affermato: «I problemi sono due. Primo, noi siamo in ritardo con i pagamenti, è vero, ma una settimana fa abbiamo accelerato il versamento di due miliardi, con i quali i titolari della cooperativa hanno provveduto a pagare gli stipendi di maggio. Giugno non si è ancora concluso, siamo solo a metà del mese. Secondo: la cooperativa ha con l’ospedale San Paolo un appalto che scade il 31 luglio; l’ospedale ha aderito a una società dell’ospedale di Lecco, di cui siamo soci, che gestisce i servizi ospedalieri».
          Comunque – ha aggiunto il dottor Sala – la legge fornisce garanzie precise, quindi questi lavoratori non perderanno il posto di lavoro. Una sorta di promessa, e di buon auspicio, per i dipendenti dell’impresa di pulizie che nello sciopero di ieri hanno visto la possibilità di mettere in evidenza i loro problemi e di trovare la massima visibilità alla rivendicazione.


          Franco Presicci