Milano. Postal Market a un passo dalla chiusura

24/09/2001

MILANO




Sempre più grave la crisi dell’azienda di Peschiera Borromeo, i sindacati parlano di cento miliardi di debito

Postal Market a un passo dalla chiusura


La proprietà chiede l’amministrazione controllata, seicento dipendenti rischiano il posto

      Peschiera Borromeo. Seicento posti a rischio: un sogno che si è trasformato in incubo. E i lavoratori della Postal Market vedono nuvole nere apparire al loro orizzonte. Ieri, dopo settimane di tensione, l’annuncio ufficiale: nell’incontro con i rappresentanti sindacali la proprietà ha confermato l’avvio della procedura per ottenere l’amministrazione controllata. Entro la fine del mese verrà presentata una relazione sullo stato di insolvenza e verrà avanzata al Tribunale di Milano la richiesta per la nomina di un commissario. E questo, temoni i lavoratori, potrebbe preludere alla messa in liquidazione di ciò che resta della Postal Market.
      L’azienda di vendita per corrispondenza era già stata salvata in extremis dall’allora senatore Eugenio Filograna. Filograna, commercialista con studio a Milano, l’aveva rilevata sull’orlo della liquidazione dalla Otto Versand: il suo progetto di rilancio e promozione, ammettono oggi i dipendenti, «ci aveva fatto sognare un futuro, se non roseo, almeno tranquillo». Ma la realtà è stata ben diversa.
      Oberata dai debiti (i sindacati parlano di almeno 100 miliardi di lire, poco più di 50milioni di Euro), subissata dalle proteste dei clienti che da maggio attendono i rimborsi per merce mai consegnata, i cataloghi da distribuire ancora fermi nei magazzini, Postal Market vede il proprio futuro sempre più incerto. «Siamo tornati indietro di tre anni – dice Luciano Di Giorgi, rappresentante delle Rsu – anzi, la situazione è peggiorata. L’attività è interrotta da settimane, 400 persone sono fuori azienda, tra cassa integrazione straordinaria e ferie obbligatorie: la richiesta di amministrazione controllata appare nulla più che un tentativo di liberarsi di Postal Market».
      Ieri, dopo l’incontro con la proprietà, i lavoratori hanno manifestato davanti al palazzo della Regione.
      «Dopo l’annuncio di questa mattina – dice Elena Lattuada, della Filcams Cgil – non possiamo più considerare la proprietà come controparte. Non ci può essere trattiva con chi ha fatto emergere l’interesse di voler uscire dall’azienda. Per questo tenteremo altre strade, prima fra tutte, il coinvolgimento delle istituzioni». E proprio dalla Regione è già arrivato un primo impegno ad attivarsi per ottenere al più presto un incontro con la proprietà. Nel frattempo, i 600 lavoratori si preparano ad un nuovo autunno di battaglia: decisi a ripetere il «miracolo» di tre anni fa quando Postal Market si salvò a soli 8 giorni dalla data prevista per la chiusura definitiva.

      Barbata Sanaldi

      Le tappe del declino

      *1993
      Otto Versand, colosso europeo della vendita per corrispondenza, acquista Postal Market
      *1998
      È l’anno nero: i dipendenti, 1.600 nel 1993, ora sono poco meno di 900. A giugno arriva l’annuncio choc: Postal Market chiuderà entro sei mesi.
      *1999
      Il 29 gennaio si fa avanti il senatore Eugenio Filograna: in due giorni viene firmato l’atto di vendita, poi si approva il piano di rilancio. Posta Market, a 8 giorni dalla chiusura prevista, torna a sognare


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