Milano. Piazza Duomo, Galtrucco cede a Benetton

18/10/2001

MILANO





Se ne va un’altra vetrina storica, protestano le associazioni: la vecchia Milano sta perdendo la sua identità

Piazza Duomo, Galtrucco cede a Benetton


Il negozio di tessuti sarà sostituito da un megastore gestito dall’azienda di Treviso

      Sparisce Galtrucco, arriva Benetton. Per ora, la notizia che cambierà faccia a piazza Duomo viene soltanto sussurrata. In realtà, i due gruppi sono in trattativa da tempo e l’accordo è praticamente chiuso: la società di Treviso inaugurerà un megastore di abbigliamento comodo e colorato nei locali un tempo impreziositi dai tessuti più pregiati di Milano. Resta da stabilire se i Galtrucco cercheranno di salvare il marchio, che Benetton non acquista, mantenendo uno spazio per sè. Pare così destinata a sparire un’altra delle firme immagine di Milano. Le vetrine di Galtrucco hanno il massimo di notorietà negli anni ’50 e ’60, quando le signore della Milano bene vanno a scegliere lo scampolo per l’abito che la loro sartina cucirà su misura. Sono gli anni in cui, in occasione della Prima della Scala, Galtrucco mette in vetrina i disegni della stilista Brunetta, che le solite signore milanesi copiano per la grande occasione. Poi, con l’avvento dei jeans usati anche da chi non è più una ragazzina, del già confezionato e degli stilisti, il vestito su misura è un po’ passato di moda. Uno degli eredi della famiglia apre un negozio in via Montenapoleone: basta tessuti, via a gonne e giacche già pronte. Ma il negozio nel giro di un paio di anni deve chiudere i battenti. Così, pare, accadrà per il maxi negozio di piazza Duomo. Anche Galtrucco, che molti consideravano una presenza intramontabile, sembra destinato a restare soltanto uno dei ricordi della Milano che non c’è più.
      Per ora, dal 2 ottobre Galtrucco ha iniziato una liquidazione straordinaria, con ribassi «del 30-40-50 per cento», come recitano i manifesti affissi alle otto vetrine affacciate su piazza Duomo. L’iniziativa proseguirà fino alla fine del mese: il passaggio di consegne potrebbe però ritardare ancora di qualche settimana e non è escluso – così puntualizza il tam tam dei bene informati – che Galtrucco riproponga una vendita straordinaria a ridosso delle feste di Natale.
      Negli uffici del Comune, ovviamente, nessuno sa ancora nulla di ufficiale: anche perché, come ricorda l’assessore al Commercio, Roberto Predolin, trattandosi di una società già avviata, bastano una licenza di cessata attività e una di inizio attività e il gioco è fatto. I funzionari comunali, insomma, devono limitarsi a controllare che la documentazione sia in regola e prendere atto della staffetta.
      Tutto bene? Per nulla. I commercianti della zona raccolgono qua e là indiscrezioni, ma non confermano. Non sa nulla di questo passaggio la signora Rossana Galli, dell’associazione Amici del Salotto: «Certo – aggiunge – che se fosse confermata la notizia, avremmo l’ennesima prova della crisi che sta mettendo in ginocchio i piccoli negozianti. Anche all’assessore Predolin avevamo manifestato la nostra preoccupazione: siamo assediati dalle catene della grande distribuzione e dalle firme degli stilisti che stanno facendo perdere l’identità della vecchia Milano». In Galleria, in effetti, ci sono Prada e la Levi’s e non c’è più il negozio di cappelli di Prussi nè l’intimo di Finzi. E si dice che il Toulà fatichi a tenere il suo posto su piazza Scala mentre Gucci preme per trovare uno spazio in centro.
      Di altro tipo la preoccupazione del consigliere Gianfranco Lucini, presidente della commissione Arredo Urbano: «In generale, non sono molto favorevole alle operazioni che portando le multinazionali in Galleria e in centro città. Nello specifico – prosegue Lucini – se davvero avremo Benetton in piazza Duomo, mi chiedo come faremo a conciliare le pubblicità choc e l’immagine spesso provocatoria di questa azienda con l’arredo urbano complessivo e l’immagine della piazza».
      In realtà, Benetton ha già fatto capolino all’ombra della Madonnina: un paio di vetrine dopo Galtrucco, infatti, è aperto il Virgin con il ristorante Ciao, di cui Benetton è socio. E dall’altra parte della piazza si riempie ogni giorno di turisti e impiegati il ristorante Autogrill, che conta fra i suoi soci la stessa famiglia di Treviso. Come dire: chi si rivede.

      Elisabetta Soglio


Cronaca di Milano



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