Milano. Ortomercato: picchiato vigilante

08/03/2007
    giovedì 8 marzo 2007

      Pagina 10 – Milano

        Aggressione all’alba. Ulivo all’attacco sul bilancio Sogemi: perdite verso i 7 milioni. Il presidente Predolin: avviato il risanamento

          Ortomercato, vigilante picchiato
          da lavoratori clandestini

            I clandestini scavalcano il recinto per rimediare una giornata di lavoro in nero. Una guardia giurata cerca di fermarli. L’aggressione. Spinte e botte. Il vigilantes finisce in ospedale con il naso rotto. È accaduto all’aba di ieri, nella zona di vendita dei fiori, all’Ortomercato. «Non sono ancora stati potenziati i controlli — denunciano i sindacati —. L’ultimo episodio di violenza si inserisce nel degrado cronico dei mercati».

              I rappresentanti dei lavoratori chiedono «un’azione di vigilanza incisiva, decisa e prolungata». Ci sono ancora clandestini che lavorano 12 ore per 30 euro. «In questi mesi si vedono piccoli passi avanti — continuano i sindacati —, ma le aggressioni sono ancora all’ordine del giorno».

              E sui mercati di via Lombroso si apre una nuova polemica. L’Ulivo attacca la Sogemi, società del Comune che gestisce i mercati generali. «Esiste un problema serio di tenuta del bilancio: nei conti del 2005 le perdite superano di un terzo il capitale sociale», spiegano i consiglieri ds Carmela Rozza e Pierfrancesco Majorino. Che tornano a chiedere il trasferimento dell’ortomercato fuori città. I conti in rosso sono già certificati nel bilancio 2005 e si trascineranno anche nel rendiconto 2006: «Si prevede un ulteriore aumento delle perdite — spiega l’opposizione — che farà salire il deficit a sette milioni contro i cinque del 2005».

              Dietro i buchi nei conti Sogemi c’è un contenzioso aperto con 140 operatori, che si sono sempre rifiutati di pagare le nuove tariffe stabilite dopo la ristrutturazione del mercato. I crediti della Sogemi sono di 13 milioni di euro, 8 milioni e 400 mila per quanto riguarda il mercato ittico, 4 milioni e 600 mila per quello dei fiori. «Ignorando questo problema di tenuta economica — spiegano Rozza e Majorino — non si possono affrontare i temi più generali della sicurezza, del lavoro nero e della mancanza di rispetto delle regole, a cui si aggiunge un pesante degrado delle strutture». La richiesta: «L’Ortomercato sia trasferito fuori città: ciò significherebbe strutture più adeguate, minore inquinamento dentro Milano e possibilità di riqualificare un’area che vale almeno 800 milioni di euro».

              Oggi il presidente della Sogemi, Roberto Predolin, parteciperà alla riunione della commissione Commercio a Palazzo Marino. E ribatterà alle critiche dell’opposizione: «I conti in passivo sono legati al vecchio contenzioso con gli operatori che si trascina da anni — spiega — ma attraverso la magistratura otterremo la restituzione di una parte degli arretrati». Per sistemare il bilancio sono in corso però anche altre trattative: «Ci sono due percorsi diversi — spiega Predolin —, entrambi extragiudiziari, che dovrebbero arrivare in breve tempo a un esito positivo e risistemare i conti». Sull’ipotesi trasferimento Predolin taglia corto: «Impossibile, significherebbe far morire l’Ortomercato. L’unica strada è la riqualificazione».

              G. San.