Milano. Ortomercato: «Io, ostaggio dei caporali»

15/11/2006
    mercoled� 15 novembre 2006

    Pagina I e III – Milano

      LA STORIA

        Ha 30 anni, � milanese, lavora di notte montando e scendendo dal muletto

          Mario schiavo tra i bancali
          �Io, ostaggio dei caporali�

            la paura
            Non hanno rispetto per nessuno, ti trattano come una bestia
            la paga
            Dal grossista si fanno dare 10 euro ogni ora ma a me ne danno 5

              PAOLO BERIZZI

                Mario, lo chiameremo cos�. Per tutelarne l�incolumit� fisica, e il posto di lavoro (in nero). Milanese, 30 anni, robusto, parlantina svelta e colorita, Mario vive da pipistrello. Dorme di giorno e lavora di notte. Monta sul muletto, scendi dal muletto, scarica, carica, prendi ordini, impila i bancali, parla col camionista, vai al padiglione B, passa dal capannone del confezionamento, entra e d� �alle schiave romene� che si sbrigassero, altrimenti �le cacciamo a calci nel c…�, ch� tanto di �gente che cerca lavoro c�� pieno�. Le "schiave romene" sono le decine di donne che all�alba arrivano all�Ortomercato e si mettono a impacchettare la frutta e la verdura. Molte sono rigorosamente senza libri n� pensione n� garanzie anti infortunio. C�� stato un tempo che anche Mario cercava lavoro. Era cinque anni fa. Un amico gli dice che al mercato basta andarci di notte. Una notte qualsiasi, e trovi. �Funziona cos�. Entri, vai dalle cooperative giuste. Quelle dei caporali. Quelle che pagano in nero, che prendono tutti, italiani e marocchini, e i soldi glieli danno come vogliono loro�.

                Sarebbe una specie di accrocchio fiscale. Una furbata per crestare il pi� possibile sui soldi pagati dall�impresa (il grossista) alla cooperativa che gli procura gli operai. �Dal grossista si fanno dare 10 euro per ogni ora lavorata. A noi ne danno cinque. Gli altri se li tengono. Chi riceve la busta paga, � la stessa cosa. Per dire, in busta ti mettono 400 euro, e gli altri te li danno in nero�. Il sistema, a quanto pare, a giudicare dalle entrate di certe cooperative, dalle auto lussuose con cui i loro titolari arrivano in via Lombroso, funziona. E funziona sulle spalle di quelli come Mario. O delle decine di extracomunitari che lavorano con lui. Gente che ogni notte si spacca la schiena per 1000 euro al mese. Quando va bene. �Io faccio otto ore. Dalle 3.30 alle 11.30. Moltiplicato per sei giorni (si lavora anche il sabato) fanno 200 ore al mese. E cio� mille euro�. Senza contributi.

                Sa bene Mario che se rimane sotto la pala di un muletto, se si trancia un dito levando l�imballaggio da una cassetta di banane o se uno dei Tir che sfrecciano sui piazzali a 80 all�ora (il limite massimo consentito � di 20) lo investe, se una di queste cose dovesse accadergli – �e ne accadono spesso, troppo spesso� – nessun capo gli risarcir� mai un centesimo. Perch� �i capi, qui, sono caporali. Non c�� rispetto per nessuno. Ti trattano come una bestia. Si approfittano del fatto che hai bisogno di soldi, che se non lavori non mangi. E il problema � che nessuno controlla. I vigili urbani vengono presi a mazzate. I sindacalisti, uguale�. Mario due settimane fa l�hanno fermato due funzionari dell�ispettorato del lavoro. Erano le quattro del mattino. �Mi hanno chiesto se ero in regola, come mi trovavo eccetera. Io gli ho detto la verit�. Sono in nero. Mi pagano cos� e cos� e cos�. Gli ho raccontato che il giorno prima avevo fatto a botte con due marocchini. Volevano rubare i bancali che avevo appena scaricato per rivenderli a un altro grossista. Uno ha tirato fuori il coltello. Se sono ancora qui � un miracolo�. E gli ispettori, loro, che hanno detto? �Boh, che sarebbero tornati… Ma chi li ha visti pi�. Qui si sa come vanno le cose. Lo sanno anche loro. Ma nessuno fa niente. Lo sa cosa � successo la settimana scorsa? Alle otto � arrivata una macchina, � entrata nel padiglione dove lavoro io. Sono scesi in tre, con delle mazze di ferro. Hanno spaccato i vetri di un box, le insegne, tutto. Poi sono andati via. Li hanno visti tutti, eh…�.

                Sono schiavi di notte quelli come Mario. Braccia di un giro d�affari enorme, e malato, forse in cancrena, che loro non vedono e possono solo immaginare. Servono solo a produrre. A giustificare buste paga fantasma e arricchimento sporco. A fare il lavoro che nessuno vorrebbe fare. Di notte, con il termometro sotto zero e la rabbia che ti si gela addosso. Unica fonte di calore i gas di scarico dei Tir. Restano con i motori accesi anche per tre, quattro ore di fila. In coda per entrare o nelle aree di scarico, o sotto i capannoni. �Ti avveleni. Ti sporchi. Ti ammali. Quando esco di l�, penso ogni giorno la stessa cosa. L�Ortofrutticolo fa schifo. Ma mi d� da vivere�.