Milano: Non hai voglia di cucinare? Affitta un cuoco

17/06/2001

Corriere della Sera




Cronaca di Milano
Non hai voglia di cucinare? Affitta un cuoco

I personal chef pensano a tutto: fanno la spesa, apparecchiano la tavola e si mettono ai fornelli

      Fanno la spesa, scelgono le pentole, apparecchiano la tavola e si mettono ai fornelli. Degli altri. Sono i cuochi a domicilio, o personal chef . Sempre più spesso, invadono le cucine e le sale da pranzo dei milanesi che, quest’estate, in linea con i dettami della neospitalità, preferiscono cenare in casa e non al ristorante. Si occupano di tutto, dal menu alla preparazione dei piatti, fino all’allestimento della tavola. Si piazzano in cucina con i propri «attrezzi», dalle padelle ai coltelli, e si muovono con la sicurezza di chi sa bene dove trovare zucchero, sale e posate. E poi cucinano, addirittura servono in tavola nelle cene di lavoro o di rappresentanza. A non poter fare a meno di loro sono soprattutto le giovani coppie di trenta-quarantenni: lui e lei, entrambi impegnatissimi sul lavoro, faticano a trovare il tempo di fare la spesa. Ma più spesso, nessuno dei due sa cucinare un piatto appena più elaborato degli «spaghetti-pomodoro-basilico» da servire agli ospiti. Senza contare i single che, abituati alle monoporzioni e dotati di pochi piatti magari spaiati, rinunciano all’idea di una festa in casa con gli amici e ripiegano sulla classica pizza ordinata sottocasa o su un piatto di sushi take-away.
      «A Milano si cucina poco» racconta Giovanna Marson, in arte culinaria «La piccola cuoca» (tel. 02-29000381), «tanto che i milanesi si sono ormai abituati a mangiare crudo, più che cotto. Nessuno passa più ore ai fornelli. Si scalda qualcosa nel microonde, al massimo ci si prepara un unico piatto caldo. E il resto… nel frigorifero: latticini, salumi, verdure». E così si rischia di perdere quella cultura del cibo caratteristica del nostro Paese. «E proprio grazie a noi invece – continua la Marson – i milanesi possono recuperare il gusto del mangiare». Come quello della cucina regionale, che gli
      chef a domicilio amano mischiare.
      «Ma è vero anche – dice ancora Giovanna Marson – che ci si alimenta meglio oggi di una volta». Non è un caso, infatti, che cuochi e cuoche a domicilio si stiano specializzando nella cucina biologica. Molti di loro infatti si forniscono direttamente negli agriturismo che offorno tutti prodotti certificati. Come Giulia Tommasi de «L’angolo di Giulia» (tel. 02-29000983): lei fa arrivare il sale dalla Bretagna e non compra nulla che non sia rigorosamente bio da quindici anni, quando ha avviato la sua attività. «E’ stato per caso – racconta -, una cena di compleanno per quattro persone». E da allora non ha più smesso. Ma non ha fatto nessun corso di cucina: Giulia Tommasi ha imparato a muoversi tra i fornelli con le amiche, oppure facendo tutto da sola, provando e riprovando.
      I
      personal chef hanno cominciato un po’ tutti per gioco, per scommessa, per passione gastronomica: una cena per gli amici, il passaparola, il primo buffet in piedi per un battesimo o una festa di laurea, il primo servizio «importante» in casa altrui. Poi, una nuova professione da gestire. «Io mi considero una collaboratrice domestica – spiega Giovanna Marson -. I miei compensi? Cinquantamila lire all’ora. In media impiego quattro ore per una cena con dieci commensali». I suoi menu, come quelli degli altri cuochi su commissione, spaziano dalla cucina regionale più tradizionale, ai sapori etnici di Giappone, India, Nord-Africa. Anche per Giulia Tommasi «lavorare direttamente a casa, nella cucina della persona per cui prepari la cena, è la situazione ideale, perché hai modo di realizzare davvero un menu personalizzato, su misura». Diverso dai catering che invece portano a destinazione i pasti già pronti.
      Loro sono già di per sé una coppia «fusion» e il loro menu non poteva essere altrimenti. Ivan e Masa, milanese il primo, giapponese il secondo, sono i fondatori del catering «L’Officine des Anges» e del «Rêves Café» di via della Spiga (tel.02-76001505) e hanno trovato una terza via culinaria. Nelle cene che organizzano in casa e nel loro locale, propongono sushi alla milanese, con riso allo zafferano. Oppure melanzane in salsa di cioccolato. E apparecchiano in tema. Insomma, fanno proprio come se fossero a casa loro, mentre i padroni di casa si limitano a invitare, accogliere gli amici, mangiare. E a ripulire la cucina dopo che hanno cucinato… gli altri.
Federica Brunini


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