Milano. “No alla legge anticoop”

17/09/2001

17 Settembre 2001















 

Asse tra Lega "rossa" e Compagnia delle Opere Vittadini, Ferlini e Galardi venerdì prossimo a Roma per la manifestazione contro le nuove norme sulla cooperazione
"No alla legge anticoop"


RODOLFO SALA




Asse tra le cooperative rosse e la Compagnia delle Opere. Terreno d’incontro, il fortissimo no al progetto di legge in discussione al Parlamento sul diritto societario, provvedimento con cui la maggioranza di centrodestra vuole tra l’altro cancellare le agevolazioni fiscali riconosciute alle coop, provvedimento che «limita lo sviluppo». È un asse molto milanese e lombardo: mentre si preparano a mobilitarsi insieme, Lega delle cooperative e Cdo si riconoscono invece pienamente nella legge quadro sulla cooperazione che sta per essere approvata dalla Regione, anch’essa guidata dal centrodestra. E alla manifestazione promossa a Roma dalla Lega coop, venerdì prossimo ci saranno anche il presidente nazionale della Cdo Giorgio Vittadini e quello di Milano e provincia Massimo Ferlini.
In Lombardia la Lega si è già mobilitata, con una raccolta di firme che hanno per destinatario il presidente del Senato Marcello Pera (la legge è già stata approvata dalla Camera ed è in discussione nell’altro ramo del Parlamento). Obiettivo nazionale: un milione di firme; ma i lombardi hanno già superato il loro, che era fissato a quota 100mila. Lo annuncia il presidente regionale della Lega delle cooperative Guido Galardi, che spiega il perché di questa battaglia molto trasversale. «Il progetto di legge – attacca – ricalca esattamente quello presentato a suo tempo dal centrosinistra, ma ha un paio di modifiche sostanziali: la prima riguarda la depenalizzazione del reato di falso in bilancio, la seconda serve a introdurre una pesante divisione nel mondo cooperativo: si distingue tra imprese piccole e grandi, riservando solo alle prime la possibilità non già di non pagare le tasse, come recita un certo battage ideologico, ma di non pagarle solo sugli utili reinvestiti, quelli che non vengono distribuiti tra i soci». «Si vuole abolire – aggiunge di rincalzo il presidente provinciale della Cdo Massimo Ferlini – un principio per noi fondamentale: per come è nata e si è sviluppata in Italia, la cooperazione si è caratterizzata come lo strumento più equo a disposizione di chi vuole diventare imprenditore di se stesso; noi siamo contro questa legge perché vogliamo che ci sia sempre un canale preferenziale per coloro che sono in grado di creare lavoro».
L’obiettivo di queste modifiche, aggiunge Galardi, è «la marginalizzazione del movimento cooperativo, dove avrebbero diritto di cittadinanza solo le imprese più piccole». E ancora: «A Roma vanno da una parte, qua a Milano dall’altra». Un modo per sottolineare l’approccio molto diverso dimostrato da Pirellone: «Nella legge quadro che si sia discutendo in Regione – conclude Galardi – viene riconosciuto il ruolo del movimento cooperativo nel suo insieme; così come nel Patto per lo sviluppo, cui noi abbiamo aderito insieme ad altre associazioni imprenditoriali e sindacali». Il Patto, fortissimamente voluto da Formigoni – e sul quale permangono forti riserve della Cgil – verrà ratificato dopodomani, agli Stati generali dell’Economia organizzati dal Pirellone.