Milano: Negozi aperti, assedio al centro

26/11/2001


Cronaca di Milano



I più giovani hanno preso d’assalto i negozi di dischi e libri. Bene le vendite dei capi di abbigliamento

Negozi aperti, assedio al centro


Prima domenica di shopping prenatalizio. Ingorghi nelle vie commerciali

      Negozi aperti, parte lo shopping. E’ scattato ieri l’assedio al centro nella prima domenica di acquisti prenatalizi. Non solo decine di migliaia di milanesi, ma anche numerosi abitanti nell’hinterland si sono riversati nelle affollate arterie commerciali alla ricerca del regalo: Galleria, corso Vittorio Emanuele, San Babila, via Montenapoleone, e poi corso Buenos Aires, via Paolo Sarpi, corso Vercelli. Ovunque la stessa scena. Auto in colonna, vetrine affollate, negozi pieni. E i commercianti hanno incoraggiato i potenziali clienti con offerte e sconti. L’atmosfera natalizia che si respira in città ormai costellata di luminarie ha però provocato numerosi ingorghi. Il traffico è andato in tilt in molte zone della città a causa di automobilisti in disperata ricerca di un parcheggio, che fosse il più vicino possibile alla loro meta: i negozi.
      Shopping a gogò soprattutto nel pomeriggio, quando si è registrato il top della ressa con un autentico arrembaggio ai negozi di abbigliamento, griffato oppure no: in particolare camicie, cravatte, foulard, sciarpe, maglioni, abiti. Ma non sono mancati gli acquisti di scarpe, gadget, borsette, profumi, dischi, libri, orologi e cellulari. La paura dei commercianti di un Natale «povero» in piena crisi di vendite, dopo la tragedia dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan, sembra svanire di fronte alla prima ondata di compratori. La corsa al regalo è iniziata con la gente pronta a spendere, anche se con la dovuta cautela. In attesa della tredicesima un occhio al portafogli è sempre d’obbligo. E allora capita anche di osservare numerose coppie entrare nei più noti negozi del quadrilatero della moda magari solamente per curiosare, dopo aver fatto una passeggiata mano nella mano.
      In centro sono stati presi d’assalto, soprattutto dai giovani, il Ricordi Mediastore della Galleria, il Virgin Megastore di piazza Duomo e Messaggerie Musicali di Galleria del Corso: tutti erano alla ricerca di un cd «giusto» da regalare o regalarsi. Anche nelle librerie la gente brulicava, più numerosa del solito, per scegliere un volume fresco di stampa e adatto ai gusti del parente o dell’amico, a cui donarlo: la Rizzoli in Galleria, le Feltrinelli di via Manzoni, corso Buenos Aires, piazza Duomo e via Paolo Sarpi, l’Accademia, sempre in Galleria, con i volumi in vendita con lo sconto del cinquanta per cento, sono risultate le più frequentate.
      Intanto, mentre i bambini andavano in giro con palloncini colorati a forma di Bugs Bunny oppure con cartocci di caldarroste fumanti, molti genitori avanzavano nella folla come storditi, con tanto di radiolina e auricolare: stavano seguendo i risultati delle partite, almeno una volta senza scontentare mogli e figli, spesso abbandonati per lo stadio. L’ottagono della Galleria era, invece, completamente occupato da centinaia di pannelli di tessuto, ognuno di un colore diverso, che formavano un’unica grande coperta: pagine di un libro immaginario, che raccontano la storia di persone morte per Aids. Questa «mostra a terra», che testimonia presenze ormai passate, invitava a offrire contributi all’Asa, l’Associazione Solidarietà Aids. La gente passava quasi infastidita, molti non riuscivano a capire cosa fossero quelle «bandiere» autografate.
Franco Manzoni


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