Milano: mercato nero per il kit del permesso di soggiorno

19/01/2007
    giovedì 18 genaio 2007

    Pagina 9- Economia/Oggi

    Milano, mercato nero per il kit del permesso di soggiorno

      Prezzi tra i 150 e i 300 euro. La Camera del lavoro: un’operazione fallimentare delle Poste, intervenga il ministero del Lavoro

        di Giuseppe Caruso

        Milano capitale del mercato nero dei kit per il permesso di soggiorno. Nel capoluogo lombardo ci sono più di 150mila stranieri che lavorano con un permesso di soggiorno, pari all’11% della popolazione, e come era facile immaginare i costi per ottenere i preziosi kit, introvabili ormai alle poste, hanno raggiunto quotazioni da capogiro. Secondo Paolo Zanetti Polsi, della Camera del lavoro, il prezzo «varia tra le 150 ed i 300 euro». Mentre Graziella Carneri, della segreteria della Cgil, parla di «fallimento, da parte delle Poste Italiane, che ha portato a questa situazione di caos» ed ha scritto una lettera al ministero del Lavoro.

        Le Poste hanno distribuito, senza alcun criterio, ma semplicemente a chi ne faceva richiesta, i kit per i rinnovi del permesso di soggiorno. La mancanza di informazione, per esempio, ha spinto molti immigrati irregolari a prendere i kit, scambiandoli per una sorta di sanatoria. Addirittura alcuni li hanno spediti al ministero degli Interni, fornendo così una involontaria autodenuncia allo Stato italiano.

        «Il costo di ogni kit» spiega Ettore Martinelli, consigliere comunale e responsabile giustizia dei ds milanesi «è di 30 euro. Quindi le Poste hanno guadagnato molto, se si pensa che nel nostro paese ci sono 1.500.000 immigrati che devono rinnovare il permesso. Ma a Milano un’altro grave problema è rappresentato dalla latitanza del governo cittadino. In alcune città, come Ancona, Brescia, Firenze, Lecce, le amministrazioni hanno firmato un accordo con il ministero degli Interni per gestire direttamente le pratiche per il rinnovo dei permessi di soggiorno. In questo modo si evita che ci siano dei cittadini di prima classe e dei cittadini di seconda classe. Chi lavora onestamente e paga le tasse ha diritto a non dover spendere cifre mostruose per far valere un suo diritto».

        «Il comune di Milano invece si è disinteressato alla situazione» spiega ancora Martinelli «e non ha dato risposte all’esercito di badanti, colf e lavoratori in genere che contribuiscono in maniera determinate alla ricchezza ed alla serenità della città. Ma ci vogliono risposte anche dal governo. E’ impensabile affidare soltanto agli uffici collegati al ministero degli Interni la gestione di un problema enorme come quello dell’immigrazione. Bisogna cercare accordi con le singole realtà locali per rendere più snello il percorso».

        A Milano, nel caso di mancanza di interventi istituzionali, il costo astronomico dei kit potrebbe addirittura aumentare nelle prossime settimane, visto che sono rimasti in circolo soltanto gli ultimi esemplari dei moduli per il rinnovo.