Milano: l’industria cresce, il lavoro vuole una svolta

12/02/2007
    sabato 1o febbraio 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Milano, l’industria cresce
    il lavoro vuole una svolta

      Lo sviluppo accelera al 3%, la locomotiva riprende la marcia
      La Camera del lavoro chiede «una stagione di concertazione»

        di Luigina Venturelli/ Milano

        CRESCITA La «congiuntura favorevole» dell’economia lombarda e milanese è l’occasione per «aprire una nuova stagione di concertazione» territoriale. È l’opinione di Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro di Milano, espressa durante il convegno della Cgil «La competitività industriale e lo sviluppo dell’area milanese», da cui sono emersi segnali positivi sullo stato del sistema produttivo locale.

        A fine 2006, infatti, la crescita industriale dovrebbe attestarsi sopra il 3%, ad un livello quasi doppio rispetto alla crescita del Pil nazionale, dopo quattro anni di stagnazione. Anche per questo è indispensabile rinnovare l’impegno al dialogo tra le parti sociali del milanese, favorito anche dal documento unitario firmato giovedì scorso da Cgil-Cisl-Uil sulla contrattazione di secondo livello: «È un segnale importante della volontà di potenziare la contrattazione territoriale – ha aggiunto Rosati – grazie anche agli sgravi fiscali sull’Irap nei confronti delle imprese».

        Tanto più che Milano non è solo una grande piattaforma di terziario e servizi, come si tende a dipingerla da qualche anno, ma una città con ancora una forte presenza industriale, che assorbe ben il 21% delle imprese e il 34% degli addetti (su livelli superiori di quattro punti alla media nazionale). «Questa caratteristica – ha ribadito il segretario della Camera del Lavoro – richiede politiche sul territorio di sostegno alle imprese adeguate. C’è una fase congiunturale di crescita, un’opportunità per aumentare la competitività delle imprese con risultati positivi per il lavoro, non solo inteso come occupazione, ma anche qualità, sicurezza e salario che purtroppo in questi anni hanno perso potere d’acquisto».

        Sugli stessi toni Alfonso Gianni, sottosegretario allo Sviluppo economico, che ha commentato i dati Istat sulla produzione industriale nel 2006 cresciuta dell’1,9%: «In Italia la crescita è visibile anche a livello qualitativo, come indica l’aumento delle esportazioni dei prodotti ad alto contenuto tecnologico. Questo dimostra che l’economia italiana è in grado di reagire a un lungo periodo di stagnazione trainata soprattutto dalle medie imprese. Bisogna aiutarla a farlo ancora meglio. Per questo il governo intende favorire lo sviluppo dei settori innovativi con il ddl Industria 2015».