Milano. «Le farmacie ai farmacisti»

19/03/2004

    MILANO

    Venerdì 19 Marzo 2004

    COMUNE –
    Dopo la bocciatura della privatizzazione, Federfarma si fa avanti
    « Le farmacie ai farmacisti »

    MILANO — Prima il bastone (« La farina del diavolo va sempre in crusca »), poi la carota (« Intendiamo farci avanti per rilevare i punti – vendita ex comunali »). Il giorno dopo la bocciatura alla Camera del decreto legge con incorporato l’emendamento salvaprivatizzazione, operazione gi à ritenuta irregolare dalla Corte costituzionale, il
    portavoce di Federfarma Paolo Gradnik torna a proporre a Palazzo Marino l’affare del secolo. Ossia di cedere ai farmacisti, assicurando il dirittto di prelazione ai dipendenti, le 84 farmacie che, nel 2001, l’Amministrazione « girò» alla Gehe per 130 milioni di euro. Soldi che il Comune, nel caso il prossimo 25 marzo il Tar, forte del pronunciamento della Consulta, dovesse accogliere il ricorso avverso alla privatizzazione presentato da Federfarma, sarebbe costretto a rendere all’acquirente.
    «Bisogna trovare una soluzione che risulti vantaggiosa per la città – argomenta Gradnik – e noi crediamo che la cessione degli esercizi ai farmacisti continui a rimanere la strada maestra. Dopo la sentenza emessa dalla Corte costituzionale nel luglio 2003, ci saremmo aspettati l’apertura di un dialogo da parte di Palazzo Marino. Il sindaco, invece, ha preferito consegnarsi mani e piedi ai parlamentari della Cdl che gli avevano garantito di risolvere la questione emendando un decreto legge. Com’è finita la manovra è sotto gli occhi di tutti. Se avanzaremo una proposta concreta? Siamo disponibili a intavolare trattative ma, a questo punto, è necessario attendere il pronunciamento del Tar sul nostro ricorso».
    Sulla stessa trincea di Federfarma si apposta Piergianni Prosperini (An). «Il no della Consulta alla privatizzazione e il naufragio a Montecitorio dell’emendamento vergato da Giancarlo Pagliarini – sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale – dovrebbero spingere la Giunta a riparare un errore istituzionale, ad accordarsi con i farmacisti e a liberarsi del city – manager Giorgio Porta , artefice dell’operazione conclusasi con la vendita a Gehe. Porta è un tecnico di area An? A mio avviso, Porta è soltanto Porta. E basta».
    Di difendere i criteri della privatizzazione e di attaccare l’Ulivo s’incarica, invece, Riccardo De Corato . «È del tutto fuori luogo – polemizza il vicesindaco – che il centrosinistra, per bocca del capogruppo dei Ds Emanuele Fiano, approfitti di questo incidente per fare la morale alla Cdl. Ricordo che su 36 Comuni che hanno privatizzato le farmacie, solo Milano ha un governo del centrodestra, mentre gli altri 35 sono o sono stati amministrati dall ’ Ulivo ».

    C.D.