Milano, la Guardia di finanza alla Fiera del lavoro nero

23/04/2007
    sabato 21 aprile 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Milano, la Guardia di finanza
    alla Fiera del lavoro nero

      Denunciati 11 imprenditori per oltre 300 casi di sfruttamento nel «cantiere modello» di Rho-Pero

        Operai «all black» che non risultavano su alcun libro paga costretti a turni di 20 ore filate

          di Giampiero Rossi

          Questa volta li ha sorpresi la Guardia di Finanza. Ma che alla Fiera di Milano, «il più grande e moderno cantiere d’Europa» si lavorasse anche in nero era già stato denunciato dai sindacati e dall’Unità già un paio d’anni fa. Ora le Fiamme gialle hanno accertato «la presenza di numerosissimi lavoratori impiegati irregolarmente e con turni di servizio massacranti riconducibili alla società appaltatrice del servizio di viabilità interna». Per questo 11 imprenditori sono stati denunciati per il reato di «somministrazione abusiva e fraudolenta di manodopera».

          I casi, circa 300, sono stati scoperti nel corso di ispezioni al nuovo Polo fieristico di Rho-Pero. Gli uominidella Guardia di Finanza avevano fatto scattare il loro blitz durante due delle manifestazioni più attese e affollate alla nuova Fiera di Rho, il Micam e il Mipel, il 21 settembre scorso. Bloccati gli ingressi, identificati tutti gli addetti alla viabilità interna della Fiera, ricostruiti in seguito tutti i rapporti di lavoro in questo settore – appaltato a una importante azienda romana di service – i militari del comando provinciale della Gdf hanno scoperto ben 313 lavoratori in nero.

          Si tratta di italiani e stranieri, in parte dipendenti dell’azienda romana, gli altri «somministrati» alla «capomaglia» da altre nove società di lavoro in affitto lombarde. Sei euro e cinquanta centesimi l’ora la retribuzione netta dei lavoratori che – secondo i risultati delle indagini – erano impiegati con orari di lavoro definiti «massacranti, in qualche caso con turni di servizio che hanno superato le 20 ore consecutive».

          Questo piccolo esercito di lavoratori erano “All Blacks” (questo il nome dato dai militari all’operazione), cioè non esistevano letteralmente nel libro paga e nel libro matricola dell’azienda titolare del servizio: 308 totalmente in nero, 5 irregolari nel senso dell’evasione dei contributi previdenziali. Da una parte – fanno notare gli investigatori – erano applicate specie contrattuali che violano il dettato della cosiddetta Legge Biagi. Dall’altra l’evasione: per l’Inps non esisteva nessuno di questi lavoratori, così come nessuno esisteva per il fisco che non ha potuto assoggettare a tassazione almeno 100.000 ore prestate.

          Esclusa ogni responsabilità pensale dell’Ente Fiera Milano perché «è solo con l’ultima Finanziaria – spiegano gli investigatori – che le aziende che appaltano settori della propria attività sono tenuti a verificare l’operato di chi assume l’appalto». Ma la Cgil e la Filcams di Milano, che da tempo segnalano irregolarità, protestano: «Un episodio gravissimo che accade in quello che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello di Milano. È indifferibile un incontro urgente con Fiera s.p.a da tenersi già nei prossimi giorni».