Milano. In rivolta Esselunga e Ipercoop

10/04/2007
    domenica 8 aprile 2007

      Pagina VII – Milano

        AGITAZIONE

        Alle casse chiamati capireparto e lavoratori da altre province: "Comportamento antisindacale"

          Precariato, minacce e bassi salari
          In rivolta Esselunga e Ipercoop

            Presidio in viale Piave con volantinaggio, code alle casse e caos a Bonola
            I sindacati: "Non regolarizzano i contratti a termine e appaltano i servizi"

            SANDRO DE RICCARDIS

            Bandiere, volantini e un presidio all´Esselunga di viale Piave, davanti al supermercato ma anche agli uffici amministrativi dell´azienda, e uno sciopero all´Ipercoop della Bonola, con disagi per i clienti che trovano diversi reparti dell´ipermercato quasi paralizzati per l´assenza del personale. Alla vigilia di Pasqua i lavoratori di due delle principali catene di supermercati scendono in piazza per protestare contro le rispettive proprietà. I dipendenti dell´Esselunga e i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs denunciano «il rifiuto dell´azienda di trovare soluzioni condivise e a valutare le alternative alla propria impostazione» in tema di organizzazione di orari di lavoro. «Il sessanta per cento degli occupati in Esselunga è donna – spiega Sergio Fassina, segretario regionale della Filcams Cgil – . Chiediamo all´azienda che le esigenze vengano coniugate con quelle della vita privata dei suoi lavoratori». Invece – dicono i rappresentanti nelle rsu – a molte richieste di trasferimento non segue alcuna risposta, oppure la risposta c´è ma arriva al personale dopo anni d´attesa, mentre ai lavoratori part-time l´orario di lavoro viene comunicato giorno per giorno, senza alcuna possibilità di pianificare la vita privata. In più, per i sindacati in azienda si crea «clima insostenibile, con duri rimproveri ai lavoratori che partecipano a riunioni e iniziative».

            Mentre in viale Piave manifestano decine di persone, dall´altra parte della città, al quartiere Bonola, lo sciopero dei lavoratori dell´Ipercoop – proclamato unitariamente dalla rsu per l´intera giornata – crea grossi problemi all´attività del supermercato, in certi momenti quasi paralizzata. «Per questo è stato necessario l´impiego di molti capireparto e di una trentina di cassieri in arrivo da altri punti vendita della Lombardia – racconta Leo Procopio, delegato rsu dell´Ipercoop – . L´adesione allo sciopero è stata altissima». Ma far arrivare il personale da altre filiali – attaccano ancora i sindacati – configura «un comportamento antisindacale».

            Nei volantini distribuiti ai clienti i manifestanti chiedono all´azienda un «salario dignitoso», e criticano il «programma di esternalizzazioni previste dall´Ipercoop» nei settori del ricevimento e smistamento merci e del magazzino. Ma al centro delle richieste anche la trasformazione dei numerosissimi contratti part-time in contratti a tempo pieno. Per questo, per molte ore ieri la gastronomia, la macelleria, il forno, l´ortofrutta, la pescheria, e le casse sono rimaste bloccate. «Abbiamo paura – dice ancora Procopio – che la politica aziendale conduca presto a esuberi o trasferimenti. Nell´ultimo incontro abbiamo chiesto rassicurazioni, ma nessuno ce le ha date».