Milano. “Il turismo è in difficoltà la Regione ci dia una mano”

26/09/2001



Renato Borghi, vicepresidente dell’Unione del Commercio l’intervista
"Il turismo è in difficoltà la Regione ci dia una mano"




«Chiediamo un incontro urgente al presidente Formigoni. Per quanto ci riguarda, il settore del turismo è ufficialmente in stato di crisi. E a questo punto la situazione va valutata e affrontata seriamente, anche per studiare opportune contromisure da adottare nel futuro prossimo». Renato Borghi, vicepresidente dell’Unione del commercio di Milano, è appena uscito da una riunione di giunta, convocata proprio per fare il punto della situazione sui riflessi pesanti che la crisi internazionale sta determinando su alcuni settori dell’economia. Le parole sono lo specchio di una preoccupazione di fondo, «anche se siamo convinti che tra qualche mese la situazione possa migliorare e l’allarme rientrare».
Borghi, qual è l’elemento che più vi inquieta in questo momento ?
«È entrato in crisi il sistema dei consumi nel cosiddetto quadrilatero della moda. Un fenomeno inevitabile, figlio del calo delle presenze in arrivo dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e dal Giappone. Quando parliamo di crisi del turismo, ci riferiamo al settore in senso ampio, quindi alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio e a cascata esercizi commerciali».
Parliamo prima di tutto dei viaggi. Si può dire che le agenzie siano quelle più in difficoltà ?
«Sicuramente. Ci sono casi veramente preoccupanti, che vanno al di là del 50 per cento di perdite, che rappresenta il dato medio di riferimento. C’è gente che rischia di fallire, ci sono piccole imprese in grande imbarazzo. E, fatto ancora più grave, dalla crisi nell’"incoming" parte un circolo vizioso negativo, che si riflette su tutti gli altri operatori».
Ad esempio, la moda ?
«In questi giorni abbiamo ricevuto ripetute recriminazioni dalla Camera della Moda sull’assenza di numerosi buyer statunitensi alle sfilate. E se vanno in crisi turismo e moda a Milano, non si può fare gli struzzi. Bisogna prenderne atto e, senza fare del catastrofismo, cercare di rimediare. Per questo chiediamo un incontro urgente a Formigoni».
È una situazione del tutto atipica. Quali rimedi proponete ?
«Abbiamo la sensazione che Milano, sempre molto sensibile alle novità, sia in positivo che in negativo, rappresenti la punta dell’iceberg di un malessere generale. Proprio per questo vogliamo monitorare l’andamento del mercato ed essere pronti ad assecondare un recupero non appena il quadro internazionale sarà più chiaro e le cose tenderanno a tornare alla normalità. Ecco perché uno stretto raccordo con istituzioni di riferimento diventa necessario».
(l.p.)