Milano. “Farmacie, il sindaco è un antiliberista”

17/04/2001

sabato 14 aprile 2001
Logo Repubblica.it
MILANO
Pagina 3
"Farmacie, il sindaco è un antiliberista"
Privatizzazioni, dopo le critiche del sindacato e della sinistra, arrivano quelle di Ferlini (Cdo)


«Albertini? Uno statalista. Sulle privatizzazioni delle Farmacie non si è comportato da quel liberale che dice di essere. Invece di aprire al mercato, favorendo i consumatori, ha avallato il passaggio da un monopolio pubblico a un monopolio privato».
Non si placano le polemiche per la cessione dell’80 per cento delle Farmacie comunali Spa alla Gehe, il colosso tedesco della distribuzione farmaceutica che si sta imponendo in tutte le gare bandite dai comuni titolari di farmacie. Dopo quelle di Rifondazione, della Camera del lavoro e della candidata sindaco dei Verdi Milly Moratti, l’ultima critica arriva dall’interno del Polo. E per Albertini è la più pesante.
Sono stati il consigliere comunale uscente di Forza Italia, ora candidato alla Camera, Aldo Brandirali e il presidente milanese della compagnia delle Opere, Massimo Ferlini ad aprire il nuovo fronte. Brandirali invita «i futuri eletti in Consiglio comunale» a prendere iniziative per «bocciare la vendita alla multinazionale tedesca: è vergognoso che non si sia capito che la nascita di 80 imprese privati ad opera di cittadini valga di più dei pochi miliardi offerti in più dai tedeschi». Brandirali si riferisce alla differenza tra l’offerta della Gehe (251 miliardi) e quella dei titolari di farmacia milanesi (235 miliardi).
Ad accusare di statalismo Albertini è stato, invece, Ferlini. Il responsabile della Compagnia delle opere che non ha mai nascosto il suo appoggio alla giunta di centrodestra sul caso Farmacie sta agli antipodi del sindaco.
«In questo caso attacca Ferlini il centrodestra ha applicato la linea dell’Ulivo e ha sbagliato: questa non è liberalizzazione del mercato. Come Compagnia delle Opere ci siamo battuti per difendere e portare avanti la scelta di nuove imprenditorialità locali e contrastare l’arrivo di grandi gruppi esteri».
Poi Ferlini provoca Albertini accusandolo di falso liberismo: «Evidentemente in questo paese lo statalismo è trasversale, Albertini dovrebbe battersi per l’aumento della competizione tra piccole e medie imprese: invece, è passata la linea di un nuovo monopolio e poco cambia che i tedeschi siano un gruppo privato. Senza contare che i titolari di farmacia avevano offerto poco di meno. Albertini che pure in altri campi ha fatto cose egregie, in questo caso è stato mal consigliato».
(l.p.)