Milano. Esplode una bomba carta all’Ortomercato

22/12/2004

    mercoledì 22 dicembre 2004

    L’ordigno era stato messo nel parcheggio: danneggiate tre auto.
    La Manzin: continueremo nella nostra politica di trasparenza
    Esplode una bomba carta, attentato all’Ortomercato
    La polizia: vendetta tra grossisti o avvertimento alla Sogemi. Il prefetto: è un episodio che preoccupa

      Il cofano di un’auto piegato, il parabrezza in frantumi, i finestrini di altre due macchine spaccati. Nessun ferito. L’esplosione di una bomba carta provoca però attimi di terrore, alle 6.45 di ieri, tra i capannoni dell’ortomercato. «Abbiamo sentito un botto – raccontano grossisti e clienti al lavoro – siamo usciti, ma non abbiamo visto nessuno». Mentre riprendono gli scambi di frutta e verdura, arrivano le volanti della polizia, poi gli investigatori della Squadra mobile. Partono le indagini, senza escludere alcuna ipotesi: vendetta per uno sgarro tra rivenditori, avvertimento alla Sogemi (società comunale che gestisce i mercati), petardo lanciato a caso.

      La bomba carta esplode in un parcheggio interno, a qualche centinaio di metri dal palazzo Sogemi. Qui, sei mesi fa, divampò un incendio nella tromba delle scale. Le fiamme distrussero attrezzature e danneggiarono alcuni impianti. L’incendio era doloso. Su quell’attacco riflette ora Serena Manzin, presidente della Sogemi, nel suo ufficio all’undicesimo piano del palazzo. Dalle finestre si vedono parcheggi, capannoni, camion che vanno e vengono, più in là quasi tutta Milano. Cosa pensa della bomba carta? «Aspettiamo che siano gli inquirenti a chiarire l’episodio», dice. Poi aggiunge con tono deciso: «Ma una cosa dev’essere chiara a tutti: la Manzin va avanti». Avanti in cosa? «Nella politica di trasparenza e legalità, che all’interno dell’Ortomercato non è mai stata così incisiva».

      Dal suo arrivo alla guida della Sogemi (gennaio 2002), la presidente ha imposto che grossisti e aziende fornissero i certificati «antimafia», cosa che non accadeva da 8 anni. Altro provvedimento chiave: la riforma del sistema delle «tessere», i badge che permettono l’ingresso nei mercati. Se prima i permessi erano oltre 20 mila, dopo i controlli le persone accreditate sono scese sotto le 10 mila. Il mercato del pesce e quello dei fiori, prima aperti, sono stati recintati e messi sotto controllo. Da poco è stata completata anche la recinzione del settore ortofrutta: «Ottocento metri di confine – aggiunge la Manzin – erano del tutto scoperti».

      Ma non è tutto: entro la fine dell’anno entrerà in funzione un nuovo sistema di controllo con le telecamere che coprirà l’intera area. L’esplosione di ieri è un segnale che la Sogemi valuta «con attenzione, ma senza attribuirgli un rilievo eccessivo».
      Diverso il commento del prefetto, Bruno Ferrante: «È un episodio che ci preoccupa – spiega -. Credo sia necessario seguire tutte le strade per capire cosa c’è dietro». Critico il sindacato Filcams-Cgil: «I lavoratori dell’Ortomercato sono costretti a vivere in una situazione di tensione, troppi e ricorrenti sono gli episodi di intimidazione e di pericolo per l’incolumità delle persone che lavorano».

      I mercati generali occupano una superficie di 890 mila metri quadrati, trattano un milione e duecentomila tonnellate di merce l’anno, dodicimila gli utenti giornalieri. Chi frequenta quei capannoni da 40 anni, si è fatto un’idea precisa della bomba carta: «È stato un grosso petardo buttato a caso – spiega Furio Lovati, presidente dell’Associazione grossisti ortofrutticoli – si tratta di un episodio di malcostume e ignoranza, certamente da censurare, ma dietro non ci sono altri disegni».

      Gli investigatori della Squadra mobile non scartano alcuna pista, l’ipotesi più probabile resta però quella di uno sgarro tra commercianti, una piccola vendetta per motivi di spazio o di parcheggio, «un diverbio di basso livello». Il proprietario dell’auto, grossista, Ambrogio B. viene ascoltato dagli investigatori: «Spesso ci sono delle liti – spiega – ma non ho mai ricevuto minacce».

      Gianni Santucci