Milano. Crolla il turismo, novemila posti in meno

04/12/2001

Milano



L’Unione del commercio incontra Tremonti e rilancia l’allarme. Misure di sostegno della Regione

Crolla il turismo, novemila posti in meno


Sangalli: centinaia di imprese in difficoltà. Pochi viaggiatori, chiude il Terminal 2 di Malpensa

      Turismo, è allarme rosso. Crisi economica e paura del terrorismo stanno mettendo in ginocchio il settore. Il presidente dell’Unione Commercianti Carlo Sangalli, cifre alla mano, fornisce un quadro della crisi: 30 per cento in meno di presenze negli alberghi, 70 per cento in meno di prenotazioni nelle agenzie viaggio. E 9.000 nuovi posti di lavoro che rischiano di essere persi per sempre. La preoccupazione maggiore riguarda appunto i tour operator che organizzano vacanze esotiche «all inclusive». Al punto che il Terminal 2 di Malpensa, in pratica l’intero scalo storico, potrebbe chiudere per un anno e mezzo. La decisione ufficiale ancora non è stata presa, ma sembra che i previsti lavori di ristrutturazione e adeguamento potrebbero essere effettuati ad aeroporto chiuso. Il Terminal 2 , infatti, è quello dedicato soprattutto ai voli charter: che secondo dati Sea sono crollati del 55 per cento. La Regione, intanto, annuncia misure di sostegno al comparto: l’assessore Massimo Zanello ipotizza di escludere il settore dai futuri adeguamenti Irap, di cancellare alcune concessioni, di finanziare il sistema dei fidi bancari al turismo. Intanto, nelle agenzie, si comincia a tagliare il personale: i primi a rimanere sul campo sono i contratti stagionali. E Alpitur riduce orario di lavoro e stipendio ai suoi dipendenti.
      CREMONESI e MANZONI a pagina 51





«Shopping e turismo, Natale in rosso»

L’allarme di Sangalli. Crollano i viaggi, 30 per cento di presenze in meno negli alberghi

      Novemila nuove possibilità di occupazione che sfumano. Un numero imprecisato (ma alto) di posti di lavoro già esistenti che sono andati perduti. Il terminal 2 di Malpensa (in pratica l’intero «vecchio» aeroporto) che probabilmente chiuderà per un anno e mezzo a causa, soprattutto, della crisi dei cieli. E la Regione che sta studiando misure per ridare fiato a un comparto in crisi di ossigeno. Chi vive del turismo e del suo indotto vede giorni bui. Non soltanto a Milano: proprio ieri il presidente Fiavet (agenzie viaggio) ha incontrato il vicepremier Gianfranco Fini per chiedere urgenti misure anti-tracollo. Ma nel capoluogo lombardo la presenza degli aeroporti e di un numero altissimo di tour operator rende la situazione ancora più delicata. Tanto che ieri il presidente dell’Unione del commercio Carlo Sangalli ha rilanciato l’allarme durante un incontro con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Per dire che il costo della crisi è sì pesantissimo sul turismo, ma si allarga a tutto il commercio e all’intera economia. In numeri, Sangalli parla di un 30% in meno di presenze negli alberghi e di un crollo del 70% di prenotazioni nelle agenzie. Insomma: «È in gioco la sopravvivenza stessa di centinaia di aziende».
      In termini di occupazione significa che parecchie imprese hanno ridimensionato il loro fabbisogno «umano». «Le stime più recenti – spiega Sangalli – ci dicono che da ottobre 2001 ad ottobre 2002 rischiano di sfumare novemila nuovi possibili posti di lavoro». Possibili ma tutt’altro che virtuali: proprio dalle nuove imprese nell’ultimo anno è venuto il 40% di tutta la nuova occupazione.
      E poi c’è Malpensa. Nei primi mesi dell’anno venturo la Sea potrebbe chiudere il Terminal 2. In pratica, l’intero vecchio aeroporto. Il terminal infatti è dedicato soprattutto ai charter. E cioé al tipo di traffico che è uscito massacrato all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, con una perdita di oltre la metà dei passeggeri: secondo la Sea, il calo è del 55%. Il Terminal, è vero, necessitava di ristrutturazioni e adeguamenti. Interventi che in momenti diversi sarebbero stati effettuati a piccoli lotti per non perdere la funzionalità dello scalo. Oggi, l’ipotesi è di chiudere tutto per essere pronti quando l’onda dei viaggiatori tornerà a salire. Una decisione definitiva, comunque, sarà assunta a gennaio. Che il problema sia soprattutto nel turismo «all inclusive» è dimostrato, fra l’altro, dal fatto che la perdita del Terminal 1, più orientato alla clientela business, sia stata «soltanto» del 20%. E nel nuovo scalo si stanno anche per aprire nuovi spazi commerciali. Linate, che serve Roma e le capitali economiche europee, addirittura non accuserebbe cali significativi.
      Il problema è anche sui tavoli della politica locale. Massimo Zanello, l’assessore regionale al Turismo, esorta a non vedere tutto in nero: «A soffrire sono soprattutto i tour operator, le mete esotiche. Il turismo di prossimità mi sembra possa attendersi una buona stagione». E tuttavia, il Pirellone si prepara a varare alcune misure di sostegno. «Gli adeguamenti dell’Irap escluderanno le imprese turistiche. Inoltre, la concessione sulle agenzie di viaggio sarà cancelata e finanzieremo il sistema dei consorzi di garanzia fidi».
      A Milano, l’assessore alla partita Giovanni Bozzetti, ha istituito un tavolo del turismo con tutti gli operatori del settore, dalle agenzie viaggio agli albergatori, alla Fiera: «L’idea è quella di lanciare settimane del turismo, con pacchetti che offrano convenzioni nei negozi, nei ristoranti e negli albergi e tariffe agevolate sui mezzi pubblici. Non dimenticando che la crisi è soprattutto delle mete lontane: e dunque può essere un’occasione di rilancio di Milano anche come meta culturale».
Marco Cremonesi