Milano. Commercio in sciopero: notte bianca a rischio

07/06/2004





    MILANO

      sabato 5 giugno 2004

        Il 19 giugno la protesta dei commessi. I sindacati: subito il nuovo contratto
      Commercio in sciopero
      Notte bianca a rischio
      Il Comune: un attacco alla città, la festa non sarà rovinata
        La «Notte Bianca» di Milano del 19 giugno con musei, negozi, discoteche, cinema e piscine aperte fino a notte fonda rischia grosso: c’è uno sciopero proclamato – unitariamente, a livello nazionale per il 18 e il 19 – dai sindacati dei lavoratori del commercio che attendono il rinnovo del contratto da 17 mesi. Perciò i negozi aperti fino alle 4 del mattino in realtà potrebbero restare con le saracinesche abbassate. Una coincidenza «alquanto sospetta» per Giovanni Bozzetti, assessore agli Eventi di Milano. «Abbiamo programmato la manifestazione per far vivere la nostra città ormai due mesi fa, concertandola con la Camera di Commercio e con l’appoggio dell’Unione del Commercio. E’ una scusa infantile sostenere che lo sciopero è stato indetto prima che fosse nota la data della nostra iniziativa; una becera strumentalizzazione dei sindacati che finirà per rivoltarsi contro il settore del commercio; un attacco frontale a Milano capitale economica e finanziaria e città leader del governo di centrodestra. Comunque non riusciranno a compromettere la festa: i 200 eventi ideati si svolgeranno regolarmente; cinema, musei e bar e ristoranti saranno tutti aperti. Per i negozianti sarebbe una bella opportunità di partecipazione, ma non sono loro il fulcro della manifestazione». Preoccupato ma ottimista anche Renato Borghi, vicepresidente dell’Unione del Commercio: «Temiamo per questa iniziativa che ci piace molto perché da respiro alla nostra città aprendo alla gente a livello pubblico e a livello privato. Come Unione del Commercio daremo un segnale forte affinché la trattativa si concluda al più presto».
        GianBruno Barbieri, direttore della Confesercenti di Milano, osserva: «A Milano la conduzione famigliare o individuale di un negozio è ormai un’eccezione, e se i dipendenti scioperano, i negozi resteranno chiusi. Sarebbe un peccato per la città e per il settore: i negozianti dovrebbero capirlo e cercare di essere parte attiva dell’evento».
        Annuncia Giorgio Vanoli, segretario generale della Cgil-Filcams Milano: «Lo sciopero ci sarà e di certo ci saranno disagi. Faremo il possibile perché lo sciopero riesca: c’è un contratto scaduto da troppo tempo e una trattativa in corso senza aperture». Precisa Gilberto Mangone della Cisl-Fisascat: «Lo sciopero l’abbiamo programmato tempo addietro». E Stefano Franzoni della Uil-Uilctus: «Imperdonabile che l’amministrazione comunale abbia dimenticato d’interpellare noi rappresentanti sindacati dei lavoratori del commercio e si sia limitata a concertare con i rappresentanti datoriali questa "estemporanea" iniziativa».
    Gloria Pozzi
    Cronaca di Milano