Milano: Città turistica, shopping anche di notte

16/06/2001

Corriere della Sera




Cronaca di Milano
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Dopo «il visto» della Regione è stata firmata l’ordinanza comunale: deregulation totale per gli esercizi commerciali

Città turistica, shopping anche di notte


I negozi del centro aperti tutto l’anno. L’assessore Gamba: nelle altre zone le regole saranno diverse

      Da oggi dovremo abituarci a vedere i negozi del centro aperti per tutto l’anno, tutti i giorni, Natale, Capodanno, Ferragosto e domeniche compresi, a qualsiasi ora capiti di farsi prendere dalla voglia dell’acquisto selvaggio. Dopo tre anni di lavori, battaglie del Comune e di associazioni di commercianti, liti tra Comune e associazioni di commercianti, richieste a Stato e Regione, finalmente l’8 giugno scorso la giunta regionale di Lombardia ha emanato il decreto che riconosce a Milano la patente di «Comune a economia prevalentemente turistica». Al via, quindi – in base all’ordinanza sindacale pubblicata ieri e firmata dall’assessore al Commercio e Artigianato Pierfrancesco Gamba in seguito alla concessione del patentino da parte della Regione – la deregulation totale per gli esercizi commerciali compresi nella zona 1 che avranno, in via sperimentale per un anno (fino all’8 giugno 2002), la facoltà di tenere aperto per tutte le domeniche e festivi e potranno determinare liberamente l’orario di apertura, anche 24 ore su 24.
      Diverse le regole per gli esercizi commerciali compresi nelle altre zone della città (dalla 2 alla 9), che potranno derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva e determinare liberamente l’orario di apertura solo nei 120 giorni concessi dalla Regione, compresi tra il 14 aprile e il 30 ottobre, oltre alle domeniche natalizie e a due delle 8 domeniche di deroga concesse in base alla precedente normativa.
      La differenza di trattamento tra le varie zone, come ha spiegato ieri l’assessore uscente al Commercio e Artigianato Pierfrancesco Gamba nel presentare la nuova ordinanza del sindaco, è dovuta al fatto che nel conteggio delle caratteristiche che la città doveva avere per conseguire il riconoscimento di comune turistico, solamente la zona 1 superava ampiamente i 10 punti necessari, a differenza delle altre zone. Da qui la possibilità per tutta la città (facendo una media tra i punteggi delle varie zone) di rientrare nel «regime turistico» dei 120 giorni concessi in base a determinati elementi di turisticità, con un bonus in più per la zona 1 (la possibilità, quindi, di tenere aperto per tutti i giorni dell’anno). Nulla di nuovo, invece, per bar e ristoranti perché l’ordinanza riguarda solamente degli esercizi commerciali e non quelli pubblici.
      «Tutta l’ordinanza – ha detto ieri Gamba – è riferita alla facoltà del singolo esercente, nessuno è obbligato a tenere aperto se non vuole». E con queste parole l’assessore, in generale soddisfatto per la «progressiva apertura di Milano, non solo fisica ma anche culturale e mentale», ha ricordato tra l’amareggiato e il polemico l’episodio di sabato 2 giugno, festivo, ma che, barattato all’ultimo minuto con una delle domeniche in deroga, alla fine è diventato lavorativo, scatenando una polemica rovente tra Comune e associazioni di via.

      Difficile da risolvere anche la questione servizi, sicurezza, trasporti, da assicurare durante i giorni di apertura festiva. «C’è una disponibilità di massima – ha detto Gamba – da parte di tutte le forze della società civile, ma solo nel momento in cui si verificherà un aumento della richiesta dell’utenza si potranno davvero aumentare i servizi al cittadino. Per ora si può fare una sperimentazione in alcune zone, perché i costi aggiuntivi sono consistenti; insomma, è un cane che si morde la coda».
      Critico, proprio a questo proposito, Simonpaolo Buongiardino, consigliere delegato dell’Unione del Commercio: «Per essere veramente una città turistica, Milano deve riuscire a offrire una serie di proposte che non si limitino al commercio, ma che coinvolgano i servizi, le banche, le poste, i musei, i teatri, la sicurezza. Bisogna creare un coordinamento tra tutte le forze della società civile con un progetto che richiede un percorso ben definito per capire quale pacchetto turistico Milano può offrire. Non è sufficiente un decreto che regolamenti gli orari dei negozi per fare di Milano una città turistica, noi avremmo voluto coinvolgere tutti in modo che l’offerta fosse articolata fin dall’inizio».
      Soddisfatto, invece, Franco Gucchierato, presidente dell’associazione Salotto di Milano che riunisce i negozi della Galleria e di piazza Duomo: «Il mercato di oggi ha determinate esigenze e con questa ordinanza l’intera città riceverà un impulso determinante allo sviluppo della propria economia. Del resto ormai a Milano, durante i giorni festivi, funzionano teatri, cinema, musei. È giusto che funzionino anche i negozi».
A. Sac.


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