Milano. Cgil, Cisl e Uil scrivono ad Albertini

17/07/2002

Milano





(Del 17/7/2002 Sezione: Vivere Milano Pag. 2)
Cgil, Cisl e Uil scrivono una lettera di dieci righe ad Albertini per ricordare che
il protocollo sulle relazioni sindacali firmato a gennaio è rimasto lettera morta
E promettono battaglia
Guastafeste, come al solito. Il giorno dopo la sigla in pompa magna del patto sui nuovi lavori, ecco che i sindacati confederali milanesi suonano la carica. La firma del ministro del Welfare, Roberto Maroni, che promette al sindaco i quattrini per sostenere sei progetti mirati ad aumentare l´occupazione delle categorie deboli, ma anche il rilancio della claudicante net-economy, fa uscire dai gangheri Cgil, Cisl e Uil. Ed ecco pronta una letterina che si potrebbe tradurre in un inaspettato raffreddamento delle relazioni sindacali. Dieci righe al vetriolo. «A più di cinque mesi dalla firma del nuovo protocollo sulle relazioni sindacali, La informiamo che su nessuno dei temi di comune interesse individuati sono state attivate le procedure previste». Un fatto «preoccupante», scrivono i tre segretari, soprattutto a fronte della loro «disponibilità». La preoccupazione, a questo punto, diventa «grande», soprattutto «in vista della ripresa delle attività autunnali, quando i tanti problemi irrisolti si presenteranno senza un quadro di certezze sulle relazioni sindacali». Tradotto per i non addetti: se Albertini non fisserà a breve incontri nel merito su sanità e assistenza, orari della città e politiche per la casa, potrà dire addio al «Modello Milano». A differenza di Maroni, anomalia ambrosiana, il sindaco si troverebbe contro i confederali compatti. Cgil compresa. «Bellissimo – attacca il segretario generale della Cisl, Maria Grazia Fabrizio – siamo di fronte al primo caso di dumping contrattuale. Invece di mettersi d´accordo con noi, il sindaco sigla protocolli con il governo». Diversi i punti controversi. «La questione delle assistenti familiari agli anziani, per cominciare. Il Comune ci proponeva di utilizzare contratti di collaborazione continuata e coordinata. Abbiamo detto no, perché era stato appena rinnovato il contratto delle colf, con tanto di mansioni. Non se n´è più parlato». E poi, la promessa «moltiplicazione» dello sportello Milano lavoro promosso dall´assessore Carlo Magri. Oggi ce n´è uno solo, a piazzale Cantore. «Utilizzano la banca dati dello sportello Cisl e non hanno mai pensato di aprirne altri mettendosi in rete».Emergenza casa. «Nel protocollo siglato da Albertini e Maroni si parla di 300 minialloggi Aler da affittare a lavoratori con contratti a termine. Ma chi gestisce, e con quali graduatorie?». Capitolo Welfare ambrosiano. «La giunta smantella i poliambulatori e non ha politiche per gli anziani che esulino dalla logica dell´emergenza». Insomma, «aspettiamo una convocazione per fine mese – arringa Fabrizio – e restiamo disponibili senza pregiudiziali. In caso di ulteriori silenzi, daremo la parola ai lavoratori». Scioperi in vista, insomma. «Il punto – spiega Antonio Panzeri, numero uno della Cgil – è che mancano politiche lungimiranti e il quadro delle relazioni sindacali è lasciato alla sporadicità. In questa giunta ci sono troppi assessori che dormono. Sulla questione della casa, per dirne una, mi permetto di ricordare che incombono 20 mila sfratti e che il problema vero sono i lavoratori in mobilità. Se non si tiene conto di questo ogni intervento è parziale». Tuttavia proprio ieri i sindacati confederali più Csa e Rsu comunali hanno strappato a Palazzo Marino lo stanziamento di un Fondo di 116 miliardi per lo sviluppo delle risorse umane. Nove miliardi in più rispetto al 2001. E già alla fine di luglio i 17 mila dipendenti del Comune (ma non i 3.300 vigili urbani) riceveranno il saldo degli incentivi alla produttività dell´anno scorso.
ALBERTO ANNICCHIARICO