Milano. «Accordi già avviati, la città sarà più sicura»

27/11/2001


Cronaca di Milano



IL QUESTORE BONCORAGLIO

«Accordi già avviati, la città sarà più sicura»

      L’«assist» gli arriva inaspettato dal governatore Roberto Formigoni anche se i due, su quest’argomento, non si sono mai parlati. Dice il presidente della Regione Lombardia: «Con i vigilantes a presidiare carceri, ospedali e utilizzandoli nel pattugliamento notturno, i cittadini potrebbero ricevere maggiore sicurezza». Insomma, un’ipotesi, neppure troppo lontana, di utilizzo delle guardie giurate per servizi svolti, finora, dallo Stato. Risponde il questore Enzo Boncoraglio: «Stiamo testando, proprio in questi giorni, un collegamento radio fra la centrale operativa e undici istituti di vigilanza: insomma, "Mille occhi per Milano", una ragnatela di uomini e di mezzi che potranno contribuire a rendere ancora più sicura la nostra città». Per chi è ancora scettico, o addirittura ha remato contro, questo è un altro tassello di quello che comunemente è stato chiamato il modello-Milano, la stretta collaborazione tra forze dell’ordine, amministrazione pubblica e operatori privati.
      Il progetto messo a punto dal questore Boncoraglio partirà fra pochi giorni, quando i tecnici della polizia della zona telecomunicazioni della Lombardia attiveranno una piccola console installata nella centrale operativa di via Fatebenefratelli, che collega direttamente la polizia con undici istituti di vigilanza che operano a Milano e nell’hinterland: tutti sono stati ben felici di sborsare di tasca propria i soldi di quest’impianto.
      «In due riunioni con gli istituti di vigilanza, il 22 ottobre e il 17 novembre – dice Enzo Boncoraglio -, abbiamo definito il progetto. In poche parole potremo contare su 1.800 vigilantes operativi e radiocollegati nell’arco delle 24 ore e su 340 auto, 200 delle quali sguinzagliate di notte. Insomma, con una chiamata potremo avvisare gli uomini degli istituti di vigilanza di un reato appena commesso e ricevere anche segnalazioni quando ce ne sarà bisogno».
      Al di là dell’aspetto operativo (ovviamente prioritario), il questore Boncoraglio punta anche su un aspetto psicologico non secondario.
      «Mi piacerebbe – spiega il capo della polizia milanese – che questi uomini si sentissero protagonisti di un progetto comune legato alla sicurezza della nostra città, capissero che con una loro segnalazione le forze dell’ordine potrebbero risolvere un caso. Insomma, avere tante nuove antenne sul territorio pronte a captare e a segnalare a polizia e carabinieri tutto ciò di anormale che merita di essere segnalato».
      Il questore non lo dice, ma il messaggio è lampante: «Basta con i "Viti Catozzo"
      ("macchietta" resa celebre da Giorgio Faletti, ndr) , ma guardie particolari giurate da utilizzare a fianco della polizia, pur nel rispetto delle attuali prerogative normative».
      Il questore non dice, ma auspica, un’altra cosa. Che questo progetto pilota possa essere presto esportato in tutte le grandi città, magari mandando in pensione le centrali operative virtuali che mai hanno funzionato e probabilmente mai funzioneranno.
Alberto Berticelli


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