Miccichè: ok a salari e fisco differenziati

25/10/2002


          25 ottobre 2002


          ITALIA-POLITICA
          Miccichè: ok a salari e fisco differenziati


          ROMA – Per rendere il Sud competitivo occorre agire contemporanemente su due leve: differenziare fisco e salari rispetto al resto del Paese e recuperare il divario infrastrutturale prima dell’allargamento della Ue. Ad affermarlo è il viceministro dell’Economia Gianfranco Miccichè, intervenuto ieri a Bari al convegno organizzato dalla fondazione Ideazione. Per Miccichè l’allargamento ai Paesi dell’Est potrebbe rivelarsi «mortale» per il Sud se nel frattempo non verranno assunte misure adeguate. E tra queste il viceministro individua la differenziazione fiscale e salariale che già in altri Paesi, Galles e Irlanda, hanno consentito di innescare una rapida crescita economica. La tesi di Miccichè è stata ribadita anche da Franco Minnitti, presidente della fondazione Ideazione, che nella sua relazione ha sottolineato: «La migliore politica economica per il Mezzogiorno dovrebbe affidarsi ad incentivi automatici e fondati su strumenti fiscali e previdenziali per gli investimenti alle imprese». Solo in questo modo – ha aggiunto – è ipotizzabile un’espansione del tessuto produttivo nelle regioni meridionali. Secondo Minnitti, questa scelta rappresenterebbe «un vincolo morale di equità» poiché al Sud lo Stato non onora i propri debiti essendo «latitante nella creazione di capitale fisso sociale, sicurezza privata e amministrazione della giustizia civile». Sia Miccichè che Minnitti sono ben consapevoli dei veti più volte imposti dalla Ue sull’applicazione dei differenziali fiscali. «Ma non è possibile – ha risposto il viceministro – che l’Unione europea vieti la differenziazione perché da Bruxelles non possono giungere veti che determinino un aggravamento della crisi del Mezzogiorno».