«Mi sentirei umiliato a stare con Cofferati»

22/04/2002





L’ultima e-mail del giuslavorista ucciso letta da Sacconi a un convegno a Modena sulle relazioni industriali
«Mi sentirei umiliato a stare con Cofferati»

Emilio Bonicelli
(DAL NOSTRO INVIATO)

MODENA – Un precursore, sempre pronto a innovare, a sperimentare, a guardare avanti. Un maestro, un uomo coraggioso, anche un "provocatore" nel senso migliore del termine. Così, a un mese dalla morte, avvenuta il 19 marzo, ha ricordato Marco Biagi chi gli era amico e ha lavorato con lui. «Questa sua modernità», ha detto Michele Tiraboschi, docente di Diritto del lavoro alla facoltà di Economia dell’Università di Modena, uno del "gruppo di Biagi" e allievo prediletto, «spiega la sua difficoltà di dialogo con una parte della dottrina e soprattutto con la Cgil». E Marco «si rammaricava della sostanza, più che dei toni spesso violentemente ingiustificati, come dimostra la scelta della Cgil di non partecipare più ad alcun convegno da lui organizzato». Eppure ieri a Modena seduto in prima fila, quasi a fianco del ministro del Welfare, Roberto Maroni, c’era il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, venuto ad assistere all’avvio dei lavori del convegno «Le relazioni industriali e il cambiamento nell’Unione europea». Un convengo che era stato fortemente voluto da Biagi, prima di essere assassinato dai brigatisti rossi. Un convengo cui la Cgil aveva rifiutato di partecipare e che, per singolare coincidenza, era stato fissato proprio per il 19 aprile. Un convegno che si è così trasformato nella più importante commemorazione pubblica del giuslavorista ucciso, a un mese esatto dalla sua morte. Cofferati è arrivato, ha ascoltato e se ne è andato, nonostante le numerose domande dei giornalisti, senza rilasciare alcuna dichiarazione. Forse riflettendo su quell’atteggiamento ostile del sindacato da lui diretto che tanto aveva ferito Biagi. Lo ha confermato anche il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, che a Modena ha letto l’ultima e-mail inviatagli il 18 marzo dal professore "per conoscenza", subito dopo l’ennesima rottura del dialogo tra le parti sociali. «La politica ha prevalso – scriveva Biagi il giorno prima di essere ucciso -. Non ci resta che accettarne i risultati, pur nella certezza di aver fatto tutto il possibile per evitare lo scontro. Tra l’altro cominciano tristi conseguenze per me, in quanto alcuni colleghi, con vari pretesti stanno prendendo le distanze. Sia pur con profonde riserve sulle decisioni adottate, ho un senso di profonda lealtà nei confronti di Maroni e Sacconi e mi sentirei umiliato a stare dalla parte di Cofferati, dove si adagia la maggior parte dei giuslavoristi per conformismo e tranquillità personale. Ti ho scritto perché tu sai quanto costa stare dalla parte del progresso, anche quando non si è capiti». Dalla parte del progresso, «senza barriere o preclusioni mentali o culturali», lo ha ricordato Tiraboschi, capace di partecipare da protagonista «alle più prestigiose istituzioni europee e internazionali», ma anche di «sedere su un muretto a mangiare un panino con i suoi studenti». «Insieme al professore abbiamo lavorato molto per programmare il futuro», ha detto Stefano Parisi, Direttore generale di Confindustria. E dall’Europa è giunto a Modena un analogo messaggio di stima e apprezzamento. «La morte di Biagi è stata una tragica perdita per la società e il mondo accademico. Una morte che ci ha ricordato il valore della libertà di parola e della sicurezza personale. Così come il valore per la società di buone relazioni industriali», ha commentato Anna Diamantopoulou, commissaria europea. «Sempre incisivi e importanti i suoi contributi alla discussione», ha aggiunto Maria Joao Rodrigues, presidente del Gruppo di alto livello sulle relazioni industriali e il cambiamento nell’Unione europea, di cui Biagi faceva parte. Infine, perché quella morte non sia inutile e non venga dimenticata, il rettore dell’Università di Modena, Gian Carlo Pellacani, ha annunciato la nascita di una Fondazione alla memoria di Marco Biagi.

Sabato 20 Aprile 2002