Metro: qui la formazione è per tutti

11/01/2007
    mercoledì 10 gennaio 2007

    Pagina 25 – Job24

    Metro

    Qui la formazione è per tutti

      Il cash&carry tedesco ha ideato un piano per 5mila persone

        Cristina Casadei

        Per festeggiare i trentacinque anni di presenza in Italia, il cash&carry tedesco Metro non farà promozioni per i clienti ma un piano di iniziative per i dipendenti. L’azienda lo sta discutendo in questi giorni e ha messo al primo posto il potenziamento della formazione che «negli ultimi tre anni è quadruplicata – spiega Giuseppe Truglia, direttore delle risorse umane -. Nel 2006 abbiamo fatto 120mila ore, nel 2005 100mila, nel 2004 41mila, nel 2003 28mila». Tra i risultati c’è stato anche l’abbattimento del turn over che oggi è circa il 4%. Ma ciò di cui va più orgoglioso Truglia è che in alcune città del nord, come Parma, Bolzano o Modena, dove il gruppo ha forti concorrenti e quindi deve prendersi cura maggiormente dei dipendenti, «il turn over si mantiene sullo stesso livello. Per noi questo significa che il clima aziendale, anche grazie alla formazione e alla valorizzazione dei dipendenti che stiamo facendo, è molto buono».

        Metro ha aperto il primo magazzino nel 1972 a Cinisello Balsamo e oggi ha 47 punti cendita sparsi da Bolzano a Catania, un giro d’affari di 2.200 milioni di euro e 5mila dipendenti. Riuscire a coinvolgere tutti in un progetto di formazione è stata la sfida affidata da Trugli ad Alessandra Bergamo, responsabile formazione e sviluppo manageriale, alla fine del 2002. «Abbiamo voluto rompere col passato e portare una visione diversa del rapporto col lavoro, visto come continuazione della vita privata. Ci siamo chiesti se il lavoro possa trasmettere qualcosa di utilr anche per la propria vita – interpreta Bergamo – Per noi la risposta è sì e abbiamo cercato di comunicarla creando curiosità e partecipazione in coloro che lavorano nei punti vendita dove non sempre è facile essere motivati». Il progetto, elaborato d’intesa con i sindacati, è stato chiamato Il mondo delle 12 ore ossia una giornata e mezzo di lavoro. «Dopo l’accordo con il sindacato abbiamo iniziato a creare una squadra di formatori interni, individuati tra i capi che hanno la passione, la voglia ma anche l’attitudine per fare questa attività – spiega Bergamo -. La Formazione ha preso il via all’inizio del 2005 e adesso che il progetto è a pieno regime abbiamo due formatori per ogni punto vendita».

        La scelta di non ricorrere a formatori esterni è dovuta a due ragioni. Una di tipo economico, l’altra, la principale, è però l’impatto che un’iniziativa di questo genere ha sui capi e sulla consapevolezza che hanno del concetto di leadership e del modo in cui questa va esercitata per migliorare il clima aziendale. Avere in aula un formatore interno che è un capo è garanzia di conoscenza delle finamiche sul posto di lavoro. E ovviamente del coinvolgimento dei dipendenti. In un progetto come questo, capo e collaboratori sono in aula e parlano di temi che fanno parte della quotidianità come per esempio l’igiene, la sicurezza, ma anche il benessere e le differenze inventariali ossia la differenza tra la quantità di merce che serve al punto vendita e quella che in realtà è presente. Il tema viene affrontato con modalità ludiche, cercando di dare al dipendente la possibilità di comunicare i problemi che incontra e al capo di capire il modo per risolverli. Ma in modo divertente. «Prendiamo per esempio le differenze inventariali – cita Bergamo -. Abbiamo fatto un videogioco dove i protagonisti erano i personaggi del cartone della Pantera rosa e i dipendenti sumulavano modalità e proposte diverse da poter applicare nel quotidiano per schivare qyesto problema. per citare altri esempi abbiamo raccontato gli obiettivi della nostra società e la loro evoluzione con una sorta di gioco dell’oca con determinate tappe da superare e strategie da pensare per superarle, mentre per trasmettere l’importanza del tema del benessere abbiamo creato un piccolo diariocon alcuni dei concetti emersi nelle discussioni in aula e che fanno parte della nostra filosofia aziendale. Lo scopo era far sì che questi concetti potessero rappresentare uno spunto per riflessioni personali con cui ognuno liberamente avrebbe potuto riempire il diario. In qualsiasi negozio la prima cosa che si dice a un dipendente è: Sorridere sempre al cliente. Noi abbiamo scritto: non vi chiediamo di sorridere ma di contare i sorrisi dei clienti che sono una importante ricompensa del vostro lavoro».

        L’obiettivo del progetto in gran parte è centrato. la rete dei formatori interni ha reso possibile la formazione a tutti i 5mila dipendenti da Bolzano a Catania. Gli incontri dei capi formatori sono inoltre anche le occasioni attraverso cui vengono raccolti gli umori dei dipendenti e le necessità per migliorare il clima lavorativo. ma quel che è più significativo è il feedback della formazione che è libera e volontaria. la partecipazione al mondo delle dodici ore viene monitorato attraverso dei questionari che ritornano con una percentuale del 100% e da cui emerge soddisfazione e aumento della motivazione. Ma è soprattutto quando durante gli incontri dei capi con la direzione del personale viene comunicato il miglioramento del clima in magazzino o la maggiore disponibilità dei dipendenti verso i clienti che in Metro ritengono di avere fatto centro.