METRO: LA PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DELL’INTEGRATIVO

09/04/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

9 aprile 2003

METRO: LA PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DELL’INTEGRATIVO

Con l’approvazione da parte delle assemblee è stata licenziata la piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo aziendale del gruppo Metro, la catena di cash & carry che occupa in Italia 4mila lavoratori in 34 magazzini. La piattaforma è stata inviata alla direzione aziendale.

Filcams Fisascat Uiltucs e le Rsu hanno costruito la piattaforma su tre pilastri: riunificazione dei trattamenti, gestione del salario variabile e gestione decentrata delle flessibilità.

Sul primo punto il documento sindacale afferma che il nuovo contratto integrativo deve proporsi di realizzare le definizione di un tessuto di norme minime che abbiano applicazione in tutte le società del gruppo. Questione questa di stringente attualità per gran parte dei gruppi che operano nella grande distribuzione, dove l’andamento storico della contrattazione decentrata e le acquisizioni e incorporazioni di nuove società hanno portato a situazioni anche molto diverse tra i lavoratori. Va dunque avviata – afferma il documento – una stagione di confronto con l’azienda che dovrà portare nel tempo ad armonizzare tutti gli istituti contrattuali.

Il nuovo impianto di salario variabile, secondo pilastro della piattaforma e primo punto del tema riunificazione dei trattamenti, dovrà trovare applicazione – dice la piattaforma – in tutte le unità produttive del gruppo. Per quanto riguarda la determinazione del premio la richiesta è di stabilire che i meccanismi di misurazione siano determinati per il 50 per cento a livello di gruppo e il restante 50 per cento attribuito al confronto a livello decentrato, territoriale oppure di unità produttiva. La richiesta salariale, ipotizzando il raggiungimento del 100 per cento degli obiettivi previsti dai parametri, è di 1.400 euro all’anno.

Infine, come terzo punto, la gestione decentrata della flessibilità e degli organici per la quale è richiesta la fissazione di un tetto massimo di contratti “non a tempo indeterminato”, e la possibilità di quote aggiuntive da convenirsi a livello di magazzino con accordo specifico.

«Il confronto sul rinnovo dell’integrativo – dice Maurizio Scarpa, segretario nazionale – si apre in un momento non felice dei rapporti sindacali con Metro. In più occasioni ci sono state forzature da parte dell’azienda, soprattutto in tema di orari, regimi di apertura e organizzazione del lavoro. La sfida che noi lanciamo sta nel dare titolarità e cogenza al confronto decentrato».