Metro italia, esito incontro 09/11/2015

Roma, 12 novembre 2015

Il giorno 9 Novembre 2015 si è svolto l’incontro previsto con Metro. L’incontro è stato preceduto da un incontro territoriale per la procedura di mobilità aperta dall’azienda in seguito all’annuncio della chiusura dell’unità produttiva di Mestre. Confronto che sta proseguendo in questi giorni e su cui si è aperta la possibilità di mantenere un presidio trasformando il negozio in casa dell’horeca, devoluzione del confronto sicuramente positiva ma su cui ancora resta da verificare come affrontare gli esuberi conseguenti che comunque ci saranno.
Nel merito del rinnovo del contratto integrativo l’impresa ha dato una prima risposta sulla piattaforma rivendicativa presentata delle organizzazioni sindacali:
Relazioni sindacali: l’azienda ha dichiarato che l’ultimo rinnovo ha affrontato una discussione importante su come sviluppare i livelli di confronto, che dovrebbe avere un’evoluzione che potrebbe introdurre il livello di area metropolitana a cui si demanderebbero alcuni temi previsti oggi a livello di punto vendita.
Le organizzazioni sindacali hanno confermato l’importanza di sviluppare ed aggiornare il sistema delle relazioni sindacali, che, anche in virtù di quanto sta accadendo a Mestre, dovrebbe incentivare un’informazione e un confronto preventivo rispetto alle politiche dell’impresa soprattutto quando coinvolgono i livelli occupazionali. Inoltre è stato richiesto di dedicare momenti specifici d’informazione sui fatturati e sulle politiche commerciali dell’impresa, coerenti con lo sviluppo del delivery e dell’horeca.
Commissioni: le parti convergono sulla necessità di rendere efficienti le commissioni prevedendo la calendarizzazione degli incontri ed eventualmente stabilendo da subito i temi e le priorità che le stesse commissioni dovrebbero affrontare.
Premio soddisfazione cliente: era stato affrontato nell’incontro del 30 Ottobre, e prevedrebbe una rielaborazione del premio; nel merito sarebbe superato il parametro relativo alle differenze inventariali, sarebbero portati al 40% del valore del premio sia il parametro qualitativo del cliente, sia il parametro di soddisfazione del cliente, sarebbe invece ridotto al 20% il parametro delle vendite.
Premio aziendale: Metro ha dichiarato che non ci sono le condizioni per ripristinare l’istituto.
Lavoro domenicale: le parti hanno confermato l’efficacia dell’attuale sistema di organizzazione del lavoro domenicale. Al contempo l’impresa ritiene che non sia possibile programmare il riposo compensativo il sabato essendo una giornata importante per le vendite. Le organizzazioni sindacali a riguardo, pur comprendendo le ragioni dell’impresa, hanno denunciato che ad alcuni l’impresa ha concesso il sabato di riposo dimostrando la fattibilità della programmazione che però risulterebbe discrezionale e non equa tra tutti i lavoratori.
L’impresa ha inoltre dichiarato che in virtù di un calo del fatturato domenicale di oltre il 5% l’attuale maggiorazione domenicale dovrebbe essere ridotta, dichiarazione su cui le organizzazioni sindacali hanno già manifestato la loro contrarietà anche in virtù delle mediazioni fatte nell’ultimo rinnovo.
Mercato del lavoro: l’impresa ha dichiarato che l’attuale norma sul consolidamento delle ore del part-time è sufficiente e rispondente alle necessità di flessibilità e alla sostenibilità del punto vendita. I sindacati ritengono comunque necessario rendere maggiormente efficaci i meccanismi di consolidamento delle ore.
Metro ha dichiarato la sua contrarietà ad ampliare il diritto di precedenza all’assunzione per i lavoratori somministrati.
Nuove aperture: l’impresa ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali solo nel caso in cui le nuove aperture, anche di magazzini delivery, insistano su territori dove è già presente un punto vendita Metro per valutarne le conseguenze. È stata ribadita la richiesta di prevedere dei confronti finalizzati ad accordi di avvio su qualsiasi nuova apertura per determinare le necessità organizzative e contrattuali del punto vendita.
Professionalità: l’azienda ha confermato un modello organizzativo che distingue i ruoli fungibili da quelli infungibili, nella convinzione di dover continuare ad investire sulla specificità delle mansioni e non su un modello organizzativo dove tutti sanno fare tutto. Su questo le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di prevedere investimenti volti alla crescita professionale dei singoli lavoratori, rendendoli capaci di svolgere più mansioni e supportando il percorso con appositi piani formativi anche al fine di superare alcune criticità emerse la dove ci siano esuberi di personale.
Welfare: l’azienda si è riservata di fare ulteriori verifiche tecniche sulla possibilità di consentire il godimento ad ore del congedo parentale e sulla possibilità di estendere i diritti anche alle coppie di fatto.
Agibilità sindacali: l’impresa ritiene necessario ridurre il monte ore permessi omogeneizzando il valore ore per ogni dipendente su tutta le rete nazionale. Le organizzazioni ritengono inopportuno ridurre le agibilità sindacali proprio in una fase caratterizzata da criticità sia sul contratto nazionale che integrativo aziendale e da crisi occupazionali che stanno duramente colpendo anche Metro, una fase in cui le risorse destinate al coinvolgimento e alla partecipazione dei lavoratori dovrebbero invece essere implementate.
Metro Dolomiti: l’impresa ha dichiarato di voler demandare ulteriormente la questione ad un confronto successivo, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di affrontare la questione proprio perché il demando condiviso nell’ultimo rinnovo non ha avuto un seguito.
Dispositivi di video sorveglianza: le parti hanno condiviso che il livello migliore per affrontare il confronto sia quello di unità produttiva ribadendo la necessità di ricercare una strada che accolga le istanza di entrambe le parti viste le criticità ad oggi riscontrate nel trovare accordi sul tema.
Missioni e trasferimenti: l’impresa ha dichiarato che la questione è già affrontata nel regolamento aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di trovare una normativa condivisa.
CRAL: si farà una verifica delle procedure per semplificarlo e renderlo funzionale.
Indennità di disagio: è stata respinta la richiesta di incremento, anche questa istanza ribadita dalle organizzazioni sindacali.
Inoltre l’impresa ha dichiarato la necessità di rivedere l’attuale sistema differenziato di orario di lavoro settimanale, superando le 36 ore settimanali ritenute eccessivamente onerose. Filcams, Fisascat e Uiltucs, ricordando che il regime a 36 ore fu oggetto di mediazione che portò alla rinuncia della pausa mensa, hanno respinto la possibilità di intervenire su tale istituto dichiarando che comporterebbe una riduzione di fatto del salario.
Constatata quindi la distanza su molte parti, alcune molto rilevanti, le parti proseguiranno il confronto nell’incontro previsto per il giorno 20 novembre 2015 a Milano provando a focalizzarsi maggiormente su ciascun tema per ricercare dei punti d’incontro.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio