Metro Italia C&C, esito incontro 17/04/2015

Roma 22-04-2015

Testo Unitario

Si è svolto il 17 aprile scorso il previsto incontro con Metro Italia, alla presenza del nuovo amministratore delegato, Claude Sarrahil.
L’incontro era stato richiesto dalle OO.SS. per un aggiornamento rispetto alla strategia aziendale, a seguito delle recenti operazioni di ristrutturazione di svariati punti vendita, chre hanno richiesto il riscorso alla CIGS e successivamente al contratto di solidarietà , e della chiusura del Punto vendita di Pordenone.
L’AD Sarrahil ha illustrato la strategia di Metro Italia, aggiornando e fornendo alcuni dettagli rispetto a quanto già comunicato in passate occasioni.
Si è ribadito come il mercato retail(composto da privati e rivenditori) sia senza dubbio un mercato molto ampio in Italia, ma sul quale insistono la maggior parte dei competitor cosiddetti “generalisti”. Per questo motivo Metro ha deciso di concentrarsi sul mercatohoreca, più ristretto ma più dinamico e interessante dal punto di vista di un cash and carry. L’Italia, inoltre, possiede un mercato horeca fra i più grandi in Europa (in grado di generale circa 23 miliardi di Euro di fatturato) , dove le performance di Metro sono senza dubbio migliori che nel mercato trader e privati. L’azienda sta dunque vivendo una fase di transizione, di passaggio e focalizzazione verso i clienti horeca (che sviluppano ad oggi il 63% del fatturato totale di Metro).
Gli obiettivi per il futuro sono quelli di arrestare la discesa del fatturato generato dai clienti privati e proseguire lo sviluppo del segmento horeca, mediante azioni mirate allo sviluppo della delivery e dei localismi.
In questa ottica, sono stati evidenziati 16 punti vendita (formato classico e junior) che sviluppano insieme il 65% delle vendite e che verranno nel prossimo futuro ridisegnati secondo un modello definito “Casa dell’horeca XL” destinato a clienti horecae ai cosiddetti “food lovers” (già sperimentato a Cinisello e in via di implementazione a Bologna). I 16 pv sono: Torino (2),Milano (5), Firenze, Bologna, Roma (3), Udine, Parma, Modena, Pisa, Pozzuoli, Salerno, Cagliari.
Gli Eco (punti vendita di metrature più ridotte) sono tutti in via di trasformazione nel modello “Casa dell’horeca”.
E’ stato poi citato il punto vendita di Rimini, quale esempio di zona a forte andamento stagionale: in questo caso si rende necessaria una modifica dei livelli di servizio, in grado di adeguarsi al carattere stagionale delle vendite in quella zona.
I restanti junior e classici, posizionati in zone poco strategiche e con poco potenziale, saranno convertiti nel modello “Piazza affari” oppure ristrutturati secondo la logica utilizzata a Mestre e Bolzano (riduzione delle superficie di vendita).
Le OO.SS. hanno chiesto chiarimenti e ulteriori dettagli su molteplici aspetti, non nascondendo la preoccupazione generata da alcune situazioni più critiche.
L’AD ha chiarito che la delivery, pur costituendo un elemento strategico, non eroderà, secondo le loro previsioni, il fatturato generato in negozio (pesando complessivamente sulla quota di vendite per un valore che va dal 7 al 15%). Non sono al momento previste aperturte di centri distributivi, anche se potrebbero essere realizzati laddove la capacità di delivery del singolo punto vendita dovesse essere saturata.
Mestre e Bolzano, che non stanno ottenendo risultati brillanti in questo periodo, saranno coinvolti da un piano di rilancio commerciale, così come Verona, che nonostante il potenziale e la ristrutturazione non ha per il momento dato i risultati sperati.
Successivamente, la direzione Risorse Umane ha illustrato i valori dei parametri relativi al premio ex CIA e fornito un veloce aggiornamento, oltre che sul Contratto di Solidarietà, anche sulle iniziative future in tema di formazione, inclusione e diversity, activeageing.
Le OO.SS. pur apprezzando le iniziative illustrate, hanno sollecitato un maggiore coinvolgimento delle commissioni paritetiche previste dal CIA, che in alcuni casi non sono riuscite ad agire il loro ruolo consultivo. Le iniziative elaborate in modo unilaterale non rispondono all’impianto partecipativo del CIA.
Infine, le OO.SS. hanno sollecitato una risposta formale alla lettera delle OO.SS. seguita a quanto comunicato dall’azienda il 30 marzo 2015, cioè la decisione di recedere dai fondi contrattuali di assistenza sanitaria Fondo EST e QUAS.
L’azienda, anticipando che risponderà formalmente, ha ribadito di condividere le scelte di Federdistribuzione in merito alla politica contrattuale e ha riconfermato la propria decisione.
Restiamo a disposizione per eventuali necessità di chiarimento.

P.Filcams CGIL Nazionale
Giuliana Mesina