Metis «lancia» lo staff leasing

16/10/2003



      Giovedí 16 Ottobre 2003

      ITALIA-LAVORO
      OCCUPAZIONE - La società dell’interinale punta sull’inserimento di 5mila lavoratori entro un anno
      Metis «lancia» lo staff leasing
      Accordo con due aziende: gli operatori delle telecomunicazioni da co.co.co a dipendenti in affitto
      SERENA UCCELLO


      MILANO - Nei prossimi dodici mesi saranno almeno 5mila i lavoratori che saranno
      assunti con un contratto di staff leasing. È l’obiettivo di Metis, la società di lavoro
      temporaneo, che si prepara al lancio di questo nuovo strumento contrattuale introdotto in Italia dalla legge Biagi. «Non appena il ministero predisporrà il decreto per l’accredimento — spiega l’amministratore delegato Piermario Donadoni — metteremo sul mercato tre nuovi servizi: lo staff leasing solution, lo staff leasing permanent e lo staff
      leasing payroll».
      Nel primo caso il target di riferimento sono gli attuali co.co.co (i collaboratori coordinati e continuativi) che con l’entrata in vigore della riforma
      del mercato del lavoro dovranno essere trasformati
      o in lavoratori a progetto o in lavoratori dipendenti. Lo staff leasing permanent «è invece — spiega Donadoni — lo staff leasing inteso nella sua eccezione più classica, vale a dire l’affitto di mano-dopera a tempo indeterminato. In questo caso provvederemo noi alla selezione, al reclutamento, all’assunzione dei lavoratori per poi affittarli alle aziende». Con lo staff leasing payroll, invece, Metis interviene per l’adempimento di tutti i passaggi burocratici solo dopo che la società interessata all’affitto ha selezionato, in prima battuta, il personale.
      Il primo progetto a partire, probabilmente a dicembre sarà lo staff leasing solution (la legge Biagi entra a regime il 24 ottobre, da questa data il ministero ha trenta giorni di tempo per emanare un decreto). «Abbiamo avviato — spiega Donadoni — una serie di contatti con una cinquantina di aziende per trasformare in contratti di staff leasing i contratti di collaborazione del personale che lavora nei call center». Per almeno due di queste aziende (una opererebbe nel mondo della telefonia, l’altra in quello del credito) le trattative sarebbero alla stretta finale. Bocche cucine però sui nomi, le società infatti non avrebbe ancora informato il sindacato dell’intenzione di avviare questa trasformazione.
      Per il momento a circolare è il numero dei lavoratori
      coinvolti: almeno 2.500 dei 5mila che Metis punta a inserire con lo staff leasing solution. Trapela invece qualche dato sull’impatto economico che per la società avrà l’allargamento dalla somministrazione
      di lavoro a tempo determinato a quella a tempo indeterminato: a regime circa 20 milioni di euro. «Naturalmente — chiarisce Donadoni —ci saranno da considerare anche i costi per la formazione
      sulla quale punteremo molto». L’aggiornamento
      professionale infatti diventerà una componente
      centrale e strategica per garantire la competitività
      sul mercato di questi lavoratori.
      Ma la prima attività formativa Metis la lancia in casa
      propria avviando una campagna di formazione per tutti i 200 dipendenti della struttura.
      L’obiettivo in questo caso è proprio quello di formare specialisti dello staff leasing. Parallalemente partiranno a breve una serie di incontri, il primo con l’Assindustria di Firenze per far conoscere alle aziende tutte le opportuni tà di questo strumento
      contrattuale. Si tratta di dieci seminari, che verranno
      realizzati nelle principali province italiane e che si rivolgeranno ai responsabili delle risorse umane. Oltre allo staff leasing Metis si aprirà anche al business della ricerca e selezione del personale. Mentre non entrerà nell’attività di collocamento.
      E sull’esplosione dello staff leasing punta anche
      Confinterim il cui obiettivo è quello di «intercettare con questo strumento almeno un terzo degli oltre due milioni di co.co.co. La confederazione che raggruppa 39 imprese specializzate dell’interinale
      sta inoltre per mettere in cantiere «un decalogo di norme fondamentali — ha spiegato il presidente, Michele Amoroso —che possano accomunare
      tutti gli operatori in un mercato tutelato».