Metalmeccanici, presto il contratto – Bombassei: “L’accordo sarà separato”

14/10/2009

Tute blu: è in arrivo la firma del nuovo contratto, ma anche questa volta l’intesa sarà separata. Federmeccanica, Fim e Uilm da una parte, Fiom-Cgil dall’altra; una rottura che ricalca quella già avvenuta sulla riforma del modello contrattuale e che – vista l’importanza della trattativa – rende ancora più profonda la crepa nell’unità sindacale. Per Fiom-Cgil, che solo pochi giorni fa aveva portato i metalmeccanici in piazza per protestare contro un dibattito sostenuto senza il maggior sindacato di categoria, l’intesa che si profila, è «illegittima».
La separazione fra di due fronti sindacali è evidente da tempo: Cisl e Uil avevano presentato una piattaforma, la Cgil un’altra. Al tavolo con Federmeccanica il sindacato di Epifani partecipava solo come «uditore». Ieri, iniziato il «rush finale» verso la firma, a togliere le eventuali incertezze ci ha pensato Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria.
«Si firmerà sicuramente in forma separata, lo sciopero è stato un segnale preciso» ha detto.
Sulla parte normativa l’intesa è quasi fatta, anche se il testo finale probabilmente non metterà nero su bianco le norme riguardanti la contrattazione aziendale (la parte sarà affidata ai lavori di una commissione), ma molto avanti è anche la discussione – sempre fra Federmeccanica e le sole Cisl e Uil – su quella economica. L’obiettivo è chiudere il tutto entro la settimana, già ieri sera le posizioni erano molto vicine: Federmeccanica ha portato a 106 euro la sua proposta
d’aumento salariale contro i 113 chiesti da Cisl e Uil. Durissimo il commento della Fiom – che aveva proposto di mettere a confronto le due piattaforme sindacali in un referendum, affidando ai lavoratori la scelta – e che rivendica il primato delle iscrizioni e l’adesione allo sciopero di venerdì scorso. «L’intesa è illegittima per due motivi – ha detto Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom – primo perché concordata da due sindacati che non rappresentano né la maggioranza dei lavoratori sindacalizzati, né la maggioranza dei delegati eletti nelle Rsu. Secondo perché questi sindacati non hanno avuto nessun mandato per cambiare il contratto siglato unitariamente nel gennaio dell’anno scorso». L’intesa sarebbe scaduta nel 2011.