Metalmeccanici e commercio in sciopero

14/11/2007
    mercoledì 14 novembre 2007

      Pagina 16 – Economia & Lavoro

        «Tra statali e privati alleanza per i contratti»

          I rinnovi non si fanno. Metalmeccanici e commercio
          in sciopero. Podda (Cgil): facciamo una lotta comune

            di Giampiero Rossi/ Milano

            SOLDI – Il 70% dei lavoratori dipendenti italiani è in questo momento senza contratto. La Finanziaria dice chiaramente che non ci saranno stanziamenti per aggiornare le buste paga dei dipendenti pubblici. I metalmeccanici scioperano venerdì e gli addetti al commercio sai fermeranno sabato. Tutti per lo stesso motivo: chiedono il rinnovo del contratto.

            Una situazione di stallo generale, insomma, che – con il potere d’acquisto che divora i salari – induce il segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda, a lanciare una proposta: «Un’iniziativa di lotta comune promossa da Cgil, Cisl e Uil, perché questo è il problema della maggioranza di lavoratori dipendenti». Tradotto significa che serpeggia l’idea di uno: sciopero generale. E non si tratta di una boutade del leader di una categoria intrappolata tra le pastoie della politica zoppicante e della finanza pubblica perennemente esangue: di quest’ipotesi si parla già da un po’ ai piani alti della Cgil e anche la Cisl – che nel settore pubblico è molto presente – scalpita, al punto che già le diverse sigle di categoria hanno espresso lo stesso malumore, nero su bianco.

            Il tema del contratto, quindi, potrebbe unificare le battaglie dei lavoratori pubblici e privati proprio mentre si è aperto uno spiraglio sul percorso che potrebbe condurre alla riforma del modello del 1993. Però: «Con quale autorevolezza – si chiede Podda – un governo che non stanzia i fondi per i suoi dipendenti può fare da garante per una riforma così importante? Non blocchiamo il percorso per la revisione dei modelli contrattuali – aggiunge – però credo si debba protestare contro una situazione insostenibile per milioni di lavoratori». La situazione del pubblico impiego, in effetti, è particolarmente pesante: la Finanziaria prevede lo stanziamento dei fondi per pagare ai tre milioni e mezzo di lavoratori la cosiddetta “vacanza contrattuale”, cioè una piccola compensazione per il ritardo del rinnovo del contratto, per il 2008 e anche per il 2009. «Una sorta di dichiarazione esplicita di ostilità e, se mai ce ne fosse ancora bisogno – dice il segretario della Fp Cgil – del fatto che non ci sarà alcun rinnovo neanche per i prossimi due anni». In aggiunta, poi, c’è la grande delusione anche sul tema della stabilizzazione dei precari, non meno di 200.000 tra tempo determinato e co.co.co., dopo che la stessa finanziaria, secondo il sindacato, «ha tradito le aspettative dell’accordo Memorandum, e in quell’occasione erano stati assunti alcuni impegni per dare stabilità ai rapporti di lavoro di chi da anni è precario. Adesso, invece, salta fuori che chi ha maturato tre anni di precariato entro settembre 2006 può sperare nella stabilizzazione, mentre gli altri sono fuori per sempre».

            E ancora: «Cosa vuol dire che per ogni dieci pensionati si faranno sei assunzioni? Come? Dove? magari ci sono uffici dove ne servirebbero 12 e altri dove ne basterebbero tre… Nessuno ha parlato di razionalizzazione, di servizi».

            E in questo clima teso un milione e mezzo di pubblici dipendenti, compresi quelli della scuola e dell’università, si preparano alle elezioni delle loro rappresentanze sindacali: si vota dal 19 al 22 novembre.